Il Modena oggi riparte dopo otto mesi. Porte aperte ai tifosi
Alle ore 16 il raduno della nuova squadra chiamata a riconquistare il calcio che conta agli ordini di Apolloni
MODENA Sono trascorsi 8 mesi da quando la sciagurata gestione Caliendo, la chiusura del Braglia da parte del Comune e lo sciopero di giocatori che nessuno rimpiangerà decretarono la fine del Modena Fc 1912. 105 anni di storia spazzati via da un fallimento, il primo. Sono stati 8 mesi di sofferenza per i tifosi, ma oggi alle 16, al Braglia, la città potrà riabbracciare la propria squadra: l’allenamento (17,30) è aperto a tutti. Si ripartirà dalla serie D, categoria sconosciuta al Modena che non si chiama (per ora) Modena Fc 1912, ma Modena Fc 2018.
LA SOCIETÀ
Riparte con le persone giuste perchè nella nuova società ci sono una storia vincente (Romano Amadei e Doriano Tosi), l’uomo (Romano Sghedoni) che la città aveva sempre sognato di avere nella proprietà, la tenace ambizione di Carmelo Salerno che, falliti i coraggiosi tentativi di evitare il disastro Caliendo, si è catapultato nella nuova avventura assieme ad Amadei e Sghedoni che lo hanno eletto presidente. E in seconda battuta l’ingresso di Gianlauro Morselli (Emiliana Serbatoi) e Paolo Galassini(Usco) i patron della Rosselli Mutina che, nonostante comunicati che potevano trarre in inganno, hanno sempre avuto lo sguardo fisso sul Modena. L’esperienza e la forza di due grandi industriali come Amadei (Immergas) e Sghedoni (Kerakoll) a sostegno di tre giovani imprenditori: Salerno (Safim), Galassini (Usco), Morselli (Emiliana Serbatoi); il giusto mix voluto dai due ragazzi di 80 anni, promotori, con la regia di Tosi, dell’iniziativa che ha vinto il bando istituito dal Comune. Con Amadei e Sghedoni in campo anche Luca Toni si è dovuto arrendere nonostante un sondaggio favorevole. E sulle maglie c’è un grande nome modenese, Giacobazzi, main sponsor, poi Sau e Bluered .
La squadra
Tosi non poteva vedere il “suo” Modena morto e sepolto e si è preso l’incarico di rianimarlo e riportarlo tra i prof. Serviva un tecnico affidabile sotto l’aspetto umano e professionale che conoscesse la piazza, la serie D e avesse già vissuto un’esperienza analoga: ecco Gigi Apolloni. Selezione maniacale dei giocatori, dagli over agli under, individuati tra i top della categoria che dovevano conoscere ed avere già vinto. L’attacco è spaventoso per la D. Ora la parola va al campo e toccherà ad Apolloni e ai nuovi gialli trasformare intenzioni e sogni in realtà. È la parte più difficile. Ma non saranno soli: il dodicesimo uomo non vede l’ora di scatenarsi in casa e fuori. —
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