Perna: «Sono di nuovo a casa mia»
Bomber Ferrario: «Non prometto quanti gol farò, ma nella mia testa lo so: siamo qui per vincere»
Il primo giocatore del Modena a rimettere piede sul prato del Braglia, dopo più di un anno di “porte chiuse” ai canarini, non poteva che essere Armando Perna. Quinto giocatore della storia gialloblù per numero di presenze, primo tra quelli in attività, ex nonché futuro capitano, il difensore palermitano 35enne si è goduto con vista privilegiata l’abbraccio degli ottocento tifosi accorsi per sostenere con il proprio calore il giorno della rinascita del Modena anche in campo. Insieme a mister Gigi Apolloni, altro indimenticato “inquilino” del Braglia prima che il club conoscesse i suoi tempi più bui, è stato proprio lui a fare gli onori di casa ai nuovi compagni, guidando da capofila il gruppo nella prima corsa leggera sotto una tribuna che ribolliva di entusiasmo. Quello che cinque anni fa sembrava essere un addio si è trasformato in un arrivederci, ma Perna ha sempre sperato di poter chiudere la carriera a Modena: «Inizio il mio ventesimo ritiro – ha raccontato prima di scendere in campo – con la soddisfazione di poter dire che sono di nuovo a casa. Anche se non fossi tornato, nessuno avrebbe potuto cancellare i nove anni vissuti con questa maglia. Senza rimpianti né rancori, mi piace pensare che il calcio sia semplicemente una palla che gira. Questa volta ha girato a mio favore: cinque anni fa sono stato eliminato senza mai capire davvero il perché, ora rieccomi qui, in una categoria che non appartiene al Modena ma dalla quale si è obbligati a ripartire. Da parte mia gli stimoli sono doppi, perché so di dover far capire prima di tutto ai miei compagni cosa significhi vestire la maglia del Modena». Insieme alle parole di Perna, dalla sala stampa del Braglia sono arrivate quelle di altri due big canarini: il centrocampista Andrea Boscolo Papo e l’attaccante Carlo Ferrario. Boscolo Papo, compagno di Perna a Mestre nell’ultimo campionato di serie C, si è prima di tutto presentato: «Mi piace giocare la palla, dunque stare davanti alla difesa, ma so lavorare anche in fase di interdizione. C’è un motivo in più che mi ha spinto ad essere qui: cancellare quell’immagine triste e molto brutta che ho dall’anno scorso, quando per la prima volta ho visto lo stadio Braglia ma non ci ho potuto giocare né ha potuto farlo il Modena, perché era chiuso e senza porte. Un momento brutto e triste, con la rabbia dei tifosi all’esterno. Ecco, io voglio vedere il contrario: il Modena che vince nella sua casa e fa esaltare la sua gente». Ferrario, per due volte re assoluto dei cannonieri della D, è invece già pronto a preparare il caricatore: «Promesse su quanti gol segnerò non ne ho mai fatte, ma nella mia testa ho le idee chiare e so cosa vorrei fare. Vestire questa maglia è un orgoglio, onorarla in campo sarà il nostro primo dovere, in campo e fuori». —
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