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CALCIO SERIE D 

Boscolo Papo: «Vorrei la serie C col Modena: mai visto tanti tifosi»

Paolo Vecchi
Boscolo Papo: «Vorrei la serie C col Modena: mai visto tanti tifosi»

«Il mio doppio cognome? Per differenziarmi: a Chioggia ci chiamiamo tutti Boscolo o Tiozzo. Felice di dirigere un’orchestra così forte. Bravi i nostri giovani» 

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FANANO

“Non avevo mai visto nelle squadre in cui ho giocato tanta gente al seguito come domenica e per un’amichevole. Sono orgoglioso di essere il direttore d’orchestra di una squadra di primi violini. Ma in serie D non si vince solo con gli over, i giovani sono determinanti. E nel Modena ne sono arrivati tanti e bravi”. Andrea Boscolo Papo, 27 anni, è il regista del nuovo Modena, un regista silenzioso perchè ama parlare solo sul campo. Ragazzo umile e di poche parole, ma quando si mette in cabina di regia inizia a parlare incessantemente con la lingua del pallone. Passano tutti da lui, il metronomo e il riferimento centrale che Tosi e Apolloni hanno scelto con la massima attenzione.

Andrea, partiamo dal cognome: perchè anche Papo, oltre a Boscolo?

“Perchè a Chioggia siamo in tanti a chiamarci Boscolo o Tiozzo. Quindi in un qualche modo bisogna differenziarsi. E allora la mia famiglia ha aggiunto Papo al cognome originale. Nel Chioggia ci siamo trovati ad essere anche quattro Andrea Boscolo nella stessa formazione, un rompicapo soprattutto per gli arbitri”.

Nel tuo pedigree calcistico non ci sono squadre professionistiche. La gavetta è stata la tua scuola...

“E’ vero, ho iniziato nel Chioggia su un campo che era situato in un isolotto. Il nostro massaggiatore stava in mare su una barchetta per recuperare i palloni. Come ruolo ho sempre giocato in mezzo al campo, mi sento un centrale anche se agli inizi in quel ruolo ci stavano i più esperti e io facevo l’esterno. Poi ho trovato la mia dimensione. Potevo andare al Pordenone con Zironelli, ma non se ne fece nulla perchè il mister fece la scelta di Bari ed eccomi a Modena. Ma il direttore Tosi mi aveva già cercato anche in passato”.

Il primo impatto con la città e i compagni?

“Sono qui da poco e posso dire solo del rapporto coi compagni. E’ ottimo, c’è un bel gruppo animato dalla voglia di far bene. Conosco bene Armando, Pettarin e Ferretti, ma ci stiamo amalgamando bene tra di noi e anche col mister”.

Un gruppo composto da giocatori che sono, in ogni reparto, tra i migliori della categoria. La concorrenza non mancherà, soprattutto in attacco?.

“Non è un problema, la concorrenza fa bene, sappiamo qual è l’obiettivo da centrare e ognuno dovrà dare il meglio”.

Hai già capito che gioco vuole Apolloni?

“Il mister ci sta chiedendo di fare possesso palla. Vuole il bel gioco, ma anche tanta concretezza. Noi dobbiamo fare punti, tanti punti, e questo dovrà essere il primo obiettivo. Guai a sottovalutare gli avversari in serie D, dovremo lottare più di loro. Se poi riusciremo a centrare l’obiettivo anche con lo spettacolo meglio”.

Tu, quando eri nel Mestre, hai toccato con mano il fallimento del Modena. Che sensazione provi, ora, ad essere un big del nuovo corso gialloblù?

“E’ tutta un’altra roba, c’è un entusiasmo pazzesco e preferisco di gran lunga stare da questa parte. Vorrei conquistare la serie C con il Modena per poi restarci”.

Come vedi il gruppo dei giovani?

“Se sono qui valgono e la prima impressione è che siano bravi davvero. Piras è un bel portierino e spero che non mi smentisca. Anche Bellini sa il fatto suo. I giovani in D sono importanti, non si vince senza di loro ”. —



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