Rinaldi, un oro per Modena: trionfa con l’Italia in Belgio
Opposto di razza e figlio d’arte, il padre Pietro fu libero nel Cimone “brasiliano” «Ero in vacanza a Riccione quando è arrivata la chiamata in azzurro: un sogno»
Chiamatelo destino, se volete, o chiamatelo talento che si trasmette di padre in figlio: questa è la storia di Tommaso Rinaldi, 16 anni, strappato alle vacanze al mare da una chiamata “azzurra” del tutto inattesa e trasformatasi in un attimo in un trionfo internazionale al Torneo Wevza, manifestazione riservata alle nazionali Under 18.
«Ero a Riccione e avevo altri progetti, cioè divertirmi dopo un anno impegnativo a scuola e in palestra».
Il ragazzo è iscritto al Liceo Scientifico Sacro Cuore di Modena, dove da settembre frequenterà il quarto anno. A “rovinargli” le vacanze è arrivata però la convocazione in nazionale del tecnico Vincenzo Fanizza.
«È successo tutto molto rapidamente, prima me lo ha detto un amico, poi dalla società mi hanno comunicato che sarei dovuto andare in collegiale a Vigna di Valle. Una settimana lì, poi la partenza per Vilvoorde, in Belgio, e, una dopo l’altra, cinque vittorie fino alla finale contro la squadra di casa. È stato bellissimo, sono passato dalla spiaggia di Riccione alla medaglia d’oro di un torneo internazionale con la nazionale italiana, incredibile».
Nemmeno troppo però, se si pensa che Rinaldi jr nella stagione appena conclusa ha contribuito in modo determinante alla promozione in serie B della squadra giovanile di Modena Volley.
«Campionato difficile, abbiamo avuto tanti infortuni, nei play off, che alla fine abbiamo vinto, ad un certo punto eravamo quasi senza martelli, ma ce l’abbiamo fatta e nella prossima stagione giocheremo in serie B».
A pallavolo Tommaso è arrivato solo all’età di 13 anni, cioè tre stagioni fa.
«Quando ho convinto i miei genitori a stabilirci a Modena. Io sono nato a Cuneo, perché mio padre a quei tempi giocava nell’Alpitour».
Per chi non lo avesse ancora capito il padre del potenziale futuro campioncino di Modena Volley è Pietro Rinaldi, arrivato al PalaPanini come libero per completare la squadra dei sogni, quella cioè a trazione brasiliana con Ricardo, Andrè, Heller.
«Forse deluderò qualcuno, ma io non ho idoli o campioni che sogno da imitare, sono felice di questa avventura con la nazionale e spero tanto che possa ripetersi in futuro. Intanto ringrazio chi mi ha fatto crescere in questi tre anni a Modena, coach Tomasini, uno severo, ma che riesce a migliorarti, o come Andrea Sala che ho avuto come allenatore in precedenza. Sono agli inizi, mi sento un ragazzo fortunato, gioco a Modena, ho appena vestito la maglia azzurra e se proprio devo esprimere un desiderio, mi auguro che anche la prossima estate mi “rovinino” la vacanza al mare m con una bella convocazione in maglia azzurra...».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
