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Matilde Beltrami: «Che gioia la maglia tricolore»

Bruno Ronchetti
Matilde Beltrami: «Che gioia la maglia tricolore»

La stella della Sanmarinese: «Solo in maggio ho iniziato ad allenarmi in pista, oggi sono campionessa italiana, fantastico»

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È il personaggio del giorno, su questo non ci sono dubbi: Matilde Beltrami, studentessa del Liceo Linguistico di Correggio, ha conquistato sulla pista del velodromo “Francone” di Torino il titolo tricolore nell’Inseguimento a Squadre donne, categoria Allieve.

Matilde Beltrami gareggia attualmente con i colori della Polisportiva Sanmarinese di Carpi.

«L'avvicinamento al ciclismo è stata “colpa” di mia sorella Linda che aveva iniziato a pedalare, a me piaceva fare dello sport e così ci provai e iniziò la mia avventura nel ciclismo».

Quando hai cominciato a pedalare sulla pista?

«Ai primi di maggio: il tecnico regionale Rampini mi ha invitato assieme ad altre ragazze di diversi team della regione a frequentare la pista del velodromo di Fiorenzuola. Fu un incontro felice. I miei direttori sportivi Roberto Pongiluppi e la pluricampionessa Gabriella Pregnolato mi hanno incoraggiato e devo dire che alla fine avevano ragione».

Poi la scelta di provare a gareggiare con il quartetto per l'inseguimento a squadre.

«Sentivo che miglioravo giorno dopo giorno sia in pista che nelle gare su strada. Lo dimostrano alcuni piazzamenti ottenuti di recente. La svolta è stata la convocazione per i campionati italiani su pista. Negli allenamenti si lavorava assieme alle altre componenti del quartetto, per la verità eravamo in cinque: Alessia Pattuelli, Giulia Affaticati, Silvia Bortolotti e Carlotta Cipressi, oltre alla sottoscritta».

C’è stato un momento in cui hai capito che avreste potuto ottenere un grande risultato?

«Negli ultimi allenamenti viaggiavamo sempre a velocità sostenuta, tanto che arrivammo alla fase finale con il secondo miglior tempo assoluto. In finale eravamo opposte alle ragazze di casa del Piemonte. Partenza a tutta velocità e subito abbiamo capito che era la nostra giornata. Morale, vittoria e conquista della medaglia d'oro di Campionessa Italiana inseguimento a squadre Donne Allieve».

Un successo che ripaga dei tanti sacrifici fatti.

«Gioia, soddisfazione, abbracci a non finire, con il C.T. Rampini che tanta fatica ha fatto per farci capire che eravamo sulla “retta” via. I due direttori sportivi Pongiluppi e la Pregnolato si stavano sciogliendo dall'emozione e la mia famiglia: papà Andrea, mamma Patrizia e mia sorella Linda non facevano altro che abbracciarmi. C’è voluto un po’ di tempo che capire che l'avevamo fatta grossa; eravamo le Campionesse Italiane dell'Inseguimento a Squadre donne Allieve. Quello che inizialmente era solamente un sogno, era divenuto realtà. È stato tutto bellissimo, speriamo di poter rivivere molto presto emozioni del genere, sarebbe fantastico». —





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