L’Europeo di Davide Uccellari inizia oggi da portabandiera
Il modenese, due volte olimpionico, è stato scelto dai compagni di squadra «L’obiettivo è entrare tra i primi 8: sarebbe il trampolino verso i Giochi di Tokyo»
Oggi alle 18 si apriranno ufficialmente anche per il triathlon i campionati europei di Glasgow. E Modena potrà continuare a sognare con uno dei suoi atleti di punta. Davide Uccellari, infatti, due volte olimpionico, sarà punto di forza della nazionale azzurra e oggi anche portabandiera dell’Italia nella parata delle nazioni, ruolo di prestigio che gli è stato attribuito dai suoi stessi compagni di squadra. Il “serpente”, così come chiamano nell’ambiente il modenese tesserato per le Fiamme Azzurre, è tornato: venerdì alle 16, le 17 ora italiana, partirà con determinazione sul tracciato dello Strathclyde Country Park.
Come vive questa vigilia?
«Molto bene. Nel ritiro di Saint Moritz ci siamo allenati in quota cercando più fresco possibile e siamo arrivati in forma. Poi il campo dirà il resto».
Che obiettivo si è dato per questi Europei?
«D’accordo con la Federazione abbiamo fissato l’ingresso nella top 8 come primo obiettivo. Sarebbe un piazzamento utile anche per prendere punti preziosi in ottica qualificazione olimpica».
La sua è quasi una rinascita.
«Fisicamente sto molto bene. Ho speso molto tempo dopo Rio 2016 per risolvere molti problemi fisici che mi portavo dietro e, dopo un 2017 più tranquillo, ho ripreso a gareggiare a livello internazionale con ottimi riscontri in questo 2018. Sono riuscito a svolgere tanti lavori qualitativi per ritrovare una condizione che mi permetterà oltre a questo Europeo di gareggiare ancora nelle prossime tappe di Coppa del Mondo fino ad ottobre che coincide con il finale di stagione».
Ha fatto ricredere i tecnici azzurri?
«Da quest’anno sono rientrato di nuovo nel progetto di squadra federale che fa base a Roma con a capo Alessandro Bottoni. Nei periodi a casa sono legato a filo diretto con Andrea Compagnoni, il mio storico tecnico e Paolo Ferrari come fisioterapista.
Dopo le Olimpiadi a Rio volevo staccare un attimo dal mondo federale e gareggiare maggiormente in Italia, inoltre ho svolto una bellissima esperienza con un gruppo di atleti stranieri di altissimo livello lo scorso inverno, ho capito che dovevo lavorare diversamente. Sicuramente il fatto di restare fuori dal gruppo della nazionale nel 2017 mi ha dato molta carica per voler tornare a fare grandi cose. Sono riuscito a fare i risultati richiesti nelle gare precedenti e ora voglio continuare questa striscia positiva per continuare a stupire e far divertire chi mi segue».
Come funzionerà la qualificazione per Tokyo 2020?
La qualificazione in parte è simile agli scorsi quadrienni: si qualificheranno i primi 50 uomini anche se con l’aggiunta della staffetta olimpica cambia il modo, ovvero la nazione avrà modo di qualificare gli atleti sia in base al percorso individuale che a quello di staffetta, dove bisogna rientrare nelle prime 12 squadre al mondo a fine qualifica».
La corsa è sempre la sua disciplina preferita?
«Ho capito che il triathlon si è evoluto tantissimo quindi ho cercato di concentrarmi molto sugli aspetti tecnici senza vedere ogni disciplina singola in maniera troppo rigorosa, proprio per questo mi alleno esclusivamente con triathleti al 90 per cento. Ho preso spunti interessanti e fatto esperienze diverse cercando di diventare sempre più solido nella triplice senza trascurare i miei punti forti». —
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