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Paltrinieri, l’orgoglio del “supercampione”: secondo negli 800, è un argento che vale oro

Paltrinieri, l’orgoglio del “supercampione”: secondo negli 800, è un argento che vale oro

Il fuoriclasse di Carpi, ancora non al meglio fisicamente, lotta come un leone e si inchina solo all’ucraino Romanchuk 

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Penultima giornata dei 34esimi Campionati Europei di nuoto al “Tollcross International Swimming Centre di Glasgow” che si apre con la finale più attesa, almeno per i tifosi di Gregorio Paltrinieri che è chiamato a difendere il titolo continentale conquistato a Londra nel 2016 con il record della manifestazione, titolo che detiene ormai da due edizioni, da quando cioè nel 2014 seppe imporsi a Berlino.

Cuore e coraggio, più che una condizione fisica non al meglio per un virus gastrointestinale che lo ha condizionato fin dal suo arrivo a Glasgow sono le armi che può mettere in campo, anzi in acqua Gregorio Paltrinieri: il campione olimpico di Rio de Janeiro 2016, dopo il bronzo nei 1500 stile libero di domenica, vorrebbe regalare un sogno ai suoi fan, ma alla fine conquista un secondo posto che vale molto più dell’argento che gli garantisce, proprio perché sofferto e difeso fino alla fine dal ritorno del tedesco Wellbrock, il vincitore dei 1500.

SuperGreg, bronzo mondiale in carica alle spalle dell'assente Gabriele Detti (autore del record europeo per l'oro a Budapest in 7'40"77), si conferma campione assoluto, uomo vero che non cerca alibi e scuse ma che accetta sempre la sfida, e chiude in 7'45''12 ottava prestazione personale di sempre, preceduto solo dall'ucraino Mykhaylo Romanchuk - già oro nei 400 e secondo nei 1500, bronzo continentale negli 800 e nei 1500 a Londra 2016 e vice campione nei 1500 a Budapest 2017 dietro a Paltrinieri - in 7'42''96.

Romanchuk completa così un Europeo da incorniciare in cui gli è mancata solo la tripletta da leggenda, negatagli dal tedesco Wellbrock nei 1500 stile libero.

La gara ha mantenuto fede alle attese della vigilia: la si immaginava spettacolare, come i 1500, e lo è stata fin dal primo metro quando il norvegese Christiansen è scattato in modo impressionante dai blocchi per prendere in modo perentorio il comando seguito da un Paltrinieri che prova ad essere sul pezzo.

Così fino ai 400 metri, momento in cui Romanchuk decide che è arrivato il momento di rompere gli indugi: l’ucraino regala una prova di forza impressionante e passa al comando delle operazioni ai 450 metri.

Romanchuk impone andatura notevole non consentendo agli avversari di avvicinarlo e vola verso un successo meritatissimo con il tempo di 7’42”96, ottimo ma superiore di 63 centesimi al 7’42”33 fatto segnare da Paltrinieri a Londra nel 2016 che resta il record dei Campionati Europei.

Gregorio Paltrinieri si conferma un campione anche nella sconfitta e rimane secondo su l tedesco Wellbrock, quarto il norvegese Chrstiansen a cui non è servita la partenza sprint per guadagnarsi un posto sul podio.—

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