Sassuolo, Missiroli, addio a una bandiera. Berardi: «Non ho parole...»
L’uomo del gol che valse la serie A ceduto alla Spal dopo 6 stagioni e 197 partite, l'attaccante lo saluta sui social: «Speravo tanto di poter continuare insieme»
SASSUOLO. Quest’estate i tifosi neroverdi non possono essersi annoiati: ogni giorno il Sassuolo è entrato in trattative di mercato, e, tra ipotesi, voci e colpi realizzati, ha cambiato pelle. Il versante tecnico della società ha subito un completo restyling e alla corte di Squinzi sono arrivati: un direttore sportivo, Giovanni Rossi, un allenatore, Roberto De Zerbi, e ben 13 giocatori nuovi. Lungo questa delicata fase di transizione e trasformazione, ovviamente l’attenzione è stata catalizzata dagli acquisti, da Boateng a Brignola, ma, a fronte di tanti innesti, si sono resi necessari anche importanti sacrifici: alcuni pezzi da novanta se ne sono andati e, dopo Acerbi e Politano, l’ultimo a salutare Sassuolo è stato Simone Missiroli. La storia della società neroverde rimane, però, necessariamente legata a quella del “Missile”: il centrocampista è arrivato in Emilia nel gennaio del 2012, lasciando la sua Reggina, per tentare la scalata alla A con un nuovo club. Per raggiungere la massima serie, però, Missiroli dovrà attendere la stagione seguente e sarà proprio lui a siglare la rete che certificherà la prima storica promozione del Sassuolo in A.
Impossibile per i tifosi neroverdi dimenticare quel 18 maggio 2013, quando, nell’ultima gara di campionato contro il Livorno, trasformata in un vero e proprio spareggio promozione, Missiroli scatta al 96’ e calcia in porta: la palla colpisce la traversa e entra in rete, per l’1 a 0 definitivo. Da quel momento, il centrocampista ha vissuto altre 5 stagioni con il club modenese, seguendo un percorso costellato da grandi soddisfazioni, culminate con l’esperienza in Europa League. In neroverde, Missiroli ha collezionato 197 presenze e 17 reti, che diventano un’eredità pesante per chi dovrà prendere il suo posto. A 32 anni il centrocampista inizia una nuova avventura nella Spal, lasciando che a Sassuolo rimangano solo due protagonisti della storica promozione in A: Francesco Magnanelli e Domenico Berardi.
Proprio Berardi ha tentato in tutti i modi, anche pubblicamente, di convincere la dirigenza a trattenere Missiroli, ma la società ha portato avanti il progetto di rifondazione. L’arrivo di Locatelli ha ribadito come Missiroli fosse ormai fuori dai piani di De Zerbi e, infatti, è arrivata a breve l’ufficialità del suo addio, che è stato seguito dal saluto di Berardi; l’attaccante, solitamente schivo e riservato, si è nuovamente esposto, per ribadire il legame di amicizia con l’ex compagno: «Penso che non ci siano parole per descrivere questo momento. Speravo davvero di poter continuare questo cammino assieme. Non so come ringraziarti per tutto il sostegno e l’affetto che mi hai dato in questi anni. Posso solo dire che questi 6 anni passati insieme sono stati fantastici e pieni di grandi soddisfazioni. Sei stato un grande amico sia in campo che fuori. Non posso che augurarti il meglio e farti un in bocca al lupo per la tua nuova esperienza». Anche la società neroverde non ha fatto mancare il suo saluto: «Cambierai maglia ma le straordinarie emozioni vissute insieme resteranno per sempre! Grazie Missile per il sogno neroverde che hai contribuito a realizzare in questi anni bellissimi». —
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