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Berardi punisce ancora l’Inter Il nuovo Sassuolo è da applausi

Stefano Aravecchia
Berardi punisce ancora l’Inter Il nuovo Sassuolo è da applausi

Grande prestazione dei neroverdi di De Zerbi che vincono e convincono: decide il rigore dell’attaccante. Palo di Boateng

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REGGIO. Coraggio, personalità e una buona dose di sfrontatezza. Con questi ingredienti il Sassuolo ha messo sotto l’Inter, la sua vittima preferita in serie A. E ancora una volta a griffare il trionfo neroverde è stato Domenico Berardi che, alla squadra del suo cuore, ha segnato il quarto gol negli ultimi cinque confronti diretti. Ma a convincere ed entusiasmare il Mapei è stata la prestazione del Sassuolo, che ai nerazzurri ha concesso solo la maggior percentuale di possesso palla. Fraseggio nello stretto, triangoli in mezzo al campo, uscita dalla difesa palla al piede: la mano di De Zerbi si vede eccome. Per l’Inter, accompagnata al Mapei con l’etichetta di anti-Juve, prosegue invece la maledizione neroverde: settima sconfitta in 11 incroci con il Sassuolo. Nerazzurri lontani da condizione e fluidità di gioco ottimali, tutto il contrario di Magnanelli e compagni padroni del campo per un’ora e che hanno rischiato solo allo scadere sul colpo di testa di De Vrij.

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De Zerbi non si snatura: 4-3-3, il giovane Magnani affianca Ferrari nel cuore della difesa, in mezzo Bourabia viene preferito a Sensi, davanti Boateng falso nueve con Berardi e Di Francesco sugli esterni. Spalletti risponde con un 4-2-3-1: dietro De Vrij vince il ballottaggio con Skriniar, in attacco Icardi punta centrale con Politano, Lautaro e Asamoah alle spalle.La partenza sprint dei neroverdi mette in evidente imbarazzo l’Inter che rischia subito grosso ma Handanovic ci mette una pezza sul tiro ravvicinato di Bourabia. Le accelerazioni di Berardi mandano ripetutamente in crisi Dalbert, pian pianino l’Inter prova timidamente a mettere fuori la testa ma è troppo poco per arginare la costante pressione del Sassuolo. Manovre agili ed ariose quelle dei neroverdi che vedono premiati i loro sforzi al 25’ quando Miranda frena con una trattenuta in area la percussione dell’indemoniato Di Francesco: è rigore che Berardi trasforma nonostante Handanovic indovini la traiettoria senza riuscire però a respingere.

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Spalletti invita i suoi alla calma, si lamenta delle condizioni del campo (a ragione) ma l’Inter continua a capirci poco o nulla, subendo la maggior velocità e vivacità di Boateng e compagni. Icardi si vede solo con un rabbioso destro di poco fuori bersaglio intorno alla mezzora, insistenti gli altri attaccanti nerazzurri Lautaro e l’ex Politano. Nel finale Magnanelli rischia grosso entrando in modo scomposto su Asamoah in area: contatto sospetto, ma Mariani è a due passi e lascia correre senza avvalersi dell’intervento del VAR. Gli applausi tributati dal Mapei ai neroverdi al termine dei 45’ sono meritatissimi. Spalletti corre ai ripari e dopo l’intervallo presenta Perisic per il disatroso Dalbert, arretrando Asamoah sulla linea della difesa.

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L’Inter dà segnali di reazione anche se la manovra è farraginosa, il Sassuolo controlla e prova sempre a ripartire in velocità. Intorno al quarto d’ora della ripresa il Sassuolo inizia a dare comprensibili segnali di stanchezza in qualche suo interprete dopo un’ora giocata a ritmi elevatissimi, e si abbassa. Nonostante ciò il Sassuolo va vicino al raddoppio con Boateng che raccoglie un cross di Lirola e di prima intenzione colpisce il palo esterno, sul rovesciamento di fronte Icardi si divora il pareggio non inquadrando lo specchio a due passi da Consigli su assist di Perisic. De Zerbi toglie gli esausti Bourabia, Di Francesco e Boateng (salutato da una standing ovation) per Sensi, Boga e Babacar. Spalletti invece butta nella mischia prima Keita e poi Karamoh, giocandosi l’assalto finale con quattro punte. In pratica l’unica occasione nerazzurra arriva al 90’ con un colpo di testa di De Vrij che il prodigioso Consigli respinge d'istinto. Ma, va detto, è stata la prima e unica parata del portiere del Sassuolo in tutto il match. —

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