Inter senz’anima, Spalletti toglie il riposo al gruppo
Il pari rocambolesco con i granata ha fatto riemergere i fantasmi di una squadra costosa e da record solo alla rovescia
Milano
È un clima già inquieto quello che si respira in casa Inter dopo il deludente inizio di stagione. Tifoseria e società non si aspettavano una partenza così: un solo punto in due partite, dopo un mercato che aveva candidato i nerazzurri a essere l’unica vera possibile anti-Juve. Un avvio tra i peggiori della storia del club, con Spalletti che eguaglia il record negativo fatto segnare due stagioni fa dall’olandese Frank De Boer, poi esonerato a novembre.
Dopo la sconfitta esterna con il Sassuolo alla prima, il pareggio (2-2) di San Siro con il Torino, con la rimonta dei granata dopo un primo tempo che aveva illuso di aver messo la gara in cassaforte, ha fatto riemergere i fantasmi sulle fragilità della squadra, in un ambiente storicamente umorale. L’allarme lo ha lanciato Spalletti, a cui l’etichetta di anti-Juve proprio non piace, consapevole delle insidie che può nascondere. «Per ora non siamo l’anti nessuno e l’anti-Juve si può solo diventare, ma aggiungo anche che dobbiamo lottare contro altre 4-5 squadre di livello, recuperando 20 punti al Napoli per esempio», ha detto.
Spalletti ha annullato il consueto giorno di riposo post-match e richiamato tutti alla Pinetina per un allenamento mattutino, in vista della gara di sabato a Bologna, che diventa obbligatorio vincere. Prima di iniziare il lavoro sul campo ci sarebbe stato un confronto con la squadra per spronare i giocatori e analizzare i motivi della partenza ad handicap. Intanto i tifosi sul web hanno già puntato il dito contro Samir Handanovic. Il portiere sloveno è stato protagonista di una prova negativa, con un’uscita avventata sul gol di Belotti e mostrando scarsa reattività sul tiro di Meité che ha dato il 2-2 agli uomini di Mazzarri. Ma anche alcune scelte di Spalletti hanno lasciato perplessità, come l’esclusione di un giocatore dell’esperienza e della caratura di Miranda, al quale è stato preferito D’Ambrosio nella difesa a tre, con cui il tecnico ha schierato il reparto arretrato. O l’impiego solo nei minuti finali di Lautaro Martinez, deludente con il Sassuolo ma apparso tra i più in palla in precampionato, in un attacco nel quale Icardi è sembrato ancora lontano dalla migliore condizione.
Ma a preoccupare è soprattutto la tenuta nervosa della squadra, incapace di condurre in porto una gara che si era messa sui binari giusti nel primo tempo. Tra le attenuanti non va dimenticata l’assenza di Radja Nainggolan, fiore all’occhiello della campagna acquisti e uomo in grado di spaccare le partite.
Il belga, reduce da un problema muscolare, anche con il Torino non ha disputato un minuto, sebbene il tecnico lo avesse fatto alzare dalla panchina per il riscaldamento. Tra le note positive invece vanno sottolineate le buone prove degli autori dei due gol nerazzurri, Perisic, che sembra immune dalle fatiche mondiali, e il difensore olandese De Vrij, apparso convincente al di là della rete realizzata ai granata.
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