Squinzi pensa già a Juventus-Sassuolo «Pronti per lo scontro al vertice di Torino»
«Ronaldo è un affare per tutto il calcio italiano, si sbloccherà È ancora presto per dire se De Zerbi sia come Di Francesco»
Non ha mai nascosto le grandi ambizioni, ma probabilmente nemmeno lui credeva che la sua squadra si trovasse al secondo posto in classifica dopo le prime tre giornate: Giorgio Squinzi può davvero sentirsi soddisfatto per questo avvio del Sassuolo. Domenica sera, il numero uno neroverde era seduto in tribuna: la squadra gli ha regalato non solo una vittoria, ma anche una prestazione spumeggiante, piena di gol, divertente e anche un po' pazza. Dopo un'annata complicata come quella scorsa, non poteva esserci ripresa migliore e il Sassuolo è tornato ad assomigliare alla creatura immaginata e voluta fortemente da Squinzi stesso: una compagine giovane, fresca, capace di imporsi come realtà altamente competitiva, navigando nelle alte zone della classifica. D'altronde, Sassuolo, per vivere e per generare entusiasmo nel mondo sportivo, non può accontentarsi della sopravvivenza in serie A, ma deve creare un nuovo modello positivo e accattivante. L'avvio di stagione, in tal senso, è stato promettente e Squinzi lo ha sottolineato su La Gazzetta dello sport: «La squadra è partita bene, nonostante sia cambiata molto; è più forte dello scorso anno, anche se mi dispiace per una cosa: ha pochi italiani, con il Genoa erano solo 5 i titolari».
Inevitabile, poi, un paragone tra De Zerbi e Di Francesco, ma non manca un pensiero affettuoso anche per l'ex Iachini: «Presto per dire se De Zerbi sia come Di Francesco, ma di certo la sua idea di calcio mi piace molto; i due si assomigliano nel gioco propositivo, attaccano sempre con almeno tre uomini. Anche a Iachini dobbiamo molto, perché è arrivato in un momento di crisi, aveva il compito di portarci alla salvezza e l'ha fatto. Non mi stancherò mai di ringraziarlo».
Il patron, dopo aver visto dal vivo Sassuolo-Genoa, ha potuto notare non solo i pregi, ma anche i difetti dei suoi: «La difesa per il momento non è molto affidabile. Forse si sente la mancanza di Acerbi, ma lui meritava una grande squadra e sta facendo bene con la Lazio. Comunque credo molto in Ferrari e in Magnani: due giocatori interessanti».
Se il reparto arretrato va registrato, quello offensivo sembra girare alla grande: «Berardi si merita la nazionale, ha grandi numeri; Ventura non lo considerava, sbagliando; penso possa fare il salto di qualità, se non sarà frenato da problemi fisici. Babacar ha iniziato bene, spero possa continuare. Boateng è un fenomeno: può essere l'uomo in più. Di Francesco sarà uno dei pilastri della squadra del futuro».
Il patron commenta anche uno degli ultimi arrivi estivi: «Locatelli arriva dal Milan, quindi mi fido di lui e di chi ce l'ha venduto».
Il patron torna poi sulle condizioni del terreno del Mapei e sulla spinosa questione con la Reggiana: «Il campo è collassato in agosto: una cosa che ha sorpreso tutti. Era in garanzia, quindi ci siamo risparmiati la spesa per la rizollatura: quasi 300 mila euro. La nuova Reggiana, per giocare qui, dovrà presentare delle garanzie, visto che la vecchia società è fallita e ci deve ancora 600 mila euro...che non vedremo mai».
Il pensiero va, poi, al prossimo attesissimo avversario, ovvero la Juve di Ronaldo: «Ronaldo è un affare per tutto il calcio italiano e so che prima o poi si sbloccherà...Noi comunque siamo pronti per lo scontro al vertice...». —
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