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Nations League. Pareggio incolore con la Polonia, serve qualcosa di più Domani nuovo banco di prova: la Nazionale affronta il Portogallo 

Italia, la strada resta in salita Mancini sfoglia la margherita e si tiene stretto Chiesa

Antonio Simeoli
Italia, la strada resta in salita Mancini sfoglia la margherita e si tiene stretto Chiesa

l’analisiAntonio SimeoliRenato Sanchez, 21enne centrocampista del Bayern ci definisce ancora una big d’Europa e mette in guardia i suoi sulla partita di Nations League di domani al Da Luz contro il...

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l’analisi

Antonio Simeoli

Renato Sanchez, 21enne centrocampista del Bayern ci definisce ancora una big d’Europa e mette in guardia i suoi sulla partita di Nations League di domani al Da Luz contro il suo Portogallo. È credibile? Dopo la prova a luci (poche) e ombre (onestamente tante) di venerdì al Dall’Ara, non molto. L’Italia contro la Polonia per oltre un’ora ha ballato e non poco. Giocatori come Lewandowski (un centravanti così ce lo sognamo da anni) o l’emergente Zielinski (sembrava Zidane) hanno da soli creato scompiglio tra gli undici di Mancini. Solo un ritrovato Donnarumma ci ha messo una pezza un paio di volte, in un’altra occasione, a inizio ripresa, una ripartenza polacca non ha chiuso la contesa in anticipo.

Piove insomma sul bagnato per la Nazionale, che con il pari casalingo alla prima uscita, d’un colpo solo si trova davanti una montagna da scalare per vincere il girone e avere un sorteggio favorevole per gli Europei. Anche i bookmaker ci danno sfavoriti, altro che big del calcio europeo, ma la quota per un successo esterno (3,45) non è poi tanto lontana da quella per una vittoria lusitana (2,25). Insomma, per Mancini e la sua band in costruzione la partita di domani sarà una prova d’appello bella e buona, considerato che lo spauracchio Cristiano Ronaldo è rimasto ad allenarsi a Torino in vista del suo terreno di caccia preferito, la Champions League.

Davanti, al suo posto, ci sarà André Silva, scaricato dal Milan e deludente in Serie A. Ci facesse neri anche lui sarebbe sì allarme rosso.

Faticosamente guardiamo la parte piena del bicchiere. E lo fa, dichiarazioni di facciata a parte («sono soddisfatto, siamo sulla strada giusta») nel post partita, anche Mancini. In Portogallo ripartirà da Donnarumma e dalla coppia Bonucci-Chiellini. Zappacosta dovrebbe essere confermato su una fascia, a sinistra il ballottaggio è tra Criscito ed Emerson Palmieri.

Centrocampo: Mancini, lo si è capito, punta tutto sulle geometrie di Jorginho. Domanda: non è che al Chelsea gioca benone perché coperto da un “cagnaccio” come Kantè e al Napoli faceva altrettanto perché c’era Allan che correva ovunque? Con Gagliardini e Pellegrini accanto l’oriundo ha faticato e davanti non aveva i centrocampisti fisici delle nazionali faro d’Europa, i fari veri intendiamo. Domani accanto a Jorginho saranno provati Benassi e Bonaventura, due giocatori in forma, ma non certo dei colossi.

E l’attacco? Mario Balotelli è stato massacrato dalla critica (giustamente, non è in forma, fino a un mese fa giocava a calcio, ma in spiaggia) ma il sospetto, più che fondato, è che Mancini voglia aspettarlo ritenendolo, a conti fatti, l’unico centravanti a disposizione dalla vera caratura internazionale. Per il penultimo posto nell’11 azzurro Insigne o Bernardeschi.

L’ultimo? Obbligato: Federico Chiesa. Venerdì ha cambiato la partita, lui sì che studia da top player d’Europa. Le sue accelerazioni sono una delizia. Mancini se n’è accorto e con lui tutta Firenze che da anni si coccola il figlio d’arte. Per lui corsa, rapidità e tecnica. Un giocatore di altissimo livello, uno dei pochi su cui puntare per rifondare l’Italia ferita dalla mancata qualificazione al Mondiale di Russia. —

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