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SERIE D 

Un Modena senza volto e con le ossa rotte marcia verso la prima

Marco Costanzini
Mister Apolloni
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Mister Apolloni

Tre sconfitte consecutive incassate contro formazioni di pari categoria sono state deleterie. Mai schierato  lo stesso undici due volte di fila

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Tre sconfitte in tre gare, senza riuscire a segnare e incassando cinque gol: i numeri spiegano già a sufficienza come il percorso di avvicinamento del Modena al campionato di serie D abbia creato più dubbi che certezze. Contro tre squadre di pari categoria, dal Mezzolara sfidato in Coppa Italia all’accoppiata Forlì-Sangiovannese in amichevole, i canarini si aspettavano riscontri sul campo del lavoro iniziato dal raduno di mercoledì 25 luglio, dopo i test meno probanti contro formazioni di Eccellenza o selezioni di giocatori delle categorie inferiori: le risposte, invece, sono andate in direzione del tutto contraria alle attese.



Certo, nessuno dimentica che il Modena è stato costruito ex novo dopo un fallimento, dunque che una fase di rodaggio era necessaria per trovare un amalgama e trasformare un gruppo di una trentina di giocatori, molti dei quali forti e vincenti, in una squadra vera. Lo stesso dg Tosi, non più di una settimana fa, aveva spiegato che un periodo di alti e bassi era inevitabile e anche preventivato. Il punto è che, con il campionato alle porte, nelle ultime tre domeniche i bassi hanno nettamente prevalso sugli alti. La speranza è che l’inizio di una competizione vera, quella su cui è davvero puntato il mirino, e soprattutto il rientro in uno stadio Braglia gremito possano rivelarsi valori aggiunti per cambiare faccia, dimostrando di aver imparato la lezione. Se si inizierà la serie D con il piede giusto, ingranando subito la marcia necessaria per vincere, il precampionato si dimenticherà in fretta: fiducia ed entusiasmo torneranno a prevalere sui dubbi generati dalle ultime tre sconfitte.



Vuoi per un naturale processo di creazione di una squadra, dunque di valutazione di tutti i giocatori, vuoi per infortuni, movimento di mercato e regole relative agli under, ciò che il campo ha fatto emergere in maniera chiara è che al Modena manca ancora una vera fisionomia, con ciò che ne consegue per quanto riguarda la manovra: una squadra, inteso come undici titolare, ha in fondo bisogno di giocare tanto insieme. Mister Apolloni ha schierato nelle amichevoli e in Coppa formazioni sempre diverse, a volte magari simili ma mai identiche negli interpreti di partenza. Il tecnico avrà probabilmente in testa un undici ideale, ma in virtù di tutte le ragioni elencate sopra – in particolare la scelta più difficile sull’under del 2000 da schierare – ha voluto o dovuto mischiare le carte. Qui si manifestano onori e oneri del dover gestire un gruppo ampio e forte, cosa che Apolloni ha saputo fare a Parma in condizione analoghe: individuare i giocatori cardine, dando un volto chiaro alla squadra, e iniziare a insistere su quelli, riuscendo al tempo stesso a far sentire tutti i giocatori in rosa motivati per provare a cambiare le gerarchie. —



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