Velasco: «Formula studiata per avvantaggiare le grandi»
Il tecnico dell’Argentina mette i puntini sulle ’i’ «Le sette sorelle arriveranno alla fase finale di Torino, noi invece sbagliando una partita finiremo fuori»
Julio Velasco non è mai banale. L'allenatore argentino che il prossimo tornerà a Modena, alla vigilia del Mondiale, rilascia un'intervista in cui critica fortemente la formula della rassegna iridata, a suo dire studiata a tavolino per mandare alla Final Six le nazionali più forti. Parole che nessuno si sarebbe aspettato da Velasco, fautore e promotore della battaglia contro “La cultura degli alibi”, che lo ha reso un vero e proprio guru del mondo dello sport internazionale.
«Questa manifestazione ha una formula disegnata perché a Torino, alla fase finale, arrivino sei delle sette migliori squadre – puntualizza Velasco in un'intervista rilasciata a Volleyball.it -. La nostra prima partita con il Belgio è già decisiva, se la si perde è difficile arrivare secondi. Nella seconda fase infatti le terze hanno una chance remota, le quarte classificate zero possibilità. Comprendo che si sia cercato di evitare partite con squadre che fanno calcoli e arrivano a perdere per convenienza una partita, ma così si vedranno squadre con giocatori in campo senza più motivazioni. Ci sono le “sette sorelle’” Brasile, Italia, Russia, Stati Uniti, Francia, Polonia e Serbia, poi le altre, tra cui noi, il Belgio, il Canada. Sotto l’aspetto meramente sportivo non è bello, ma questo è un discorso più ampio. La FIVB cerca di imitare il marketing della NBA per promuovere la pallavolo, ma così facendo invece soffoca gli altri campionati. E’ come l’effetto Champions League nel calcio… Una volta le mamme erano sole alla domenica perché c’era il campionato, oggi prevale la Champions ai mercoledì sera».
Il futuro allenatore di Modena Volley conclude parlando delle velleità mondiali di Argentina ed Italia.
«La mia squadra convive con un po’ di problemi in alcuni giocatori. Chi personali, chi fisici. Conte torna ora più o meno in forma, De Cecco è stato condizionato nell’estate da problemi personali. L’Italia? Le amichevoli pre-Mondiale non sono indicative, crescerà strada facendo. Ci sarà tensione nelle prime partite ma la formula favorisce le grandi squadre. Non ci saranno partite secche, le più forti potranno anche sbagliare una partita. Per tornare agli azzurri posso solo dire – lo faccio da 40 anni – che in qui in Italia si parla sempre più delle cose che non ci sono. Ricordo però che tutti a livello mondiale vorrebbero i propri giocatori nel campionato italiano, il più performante. L’Italia li ha tutti lì. Son tutti giocatori con la pelle dura, che han vissuto gare difficili». —
F.C.
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