Carpi, che brutta batosta Il Verona e Pazzini dilagano
Il campionato dei biancorossi non decolla e al Bentegodi arriva una sonora sconfitta frutta di una prova deludente
Il Carpi formato esterno ne prende altri quattro. Dopo Foggia, la truppa di Chezzi crolla anche al Bentegodi dove il Verona mette nel sacco i tre punti e Pazzini porta a casa il pallone della partita con una tripletta. Il gol di Poli arriva quando i giochi sono ormai fatti, la partita chiusa e i tifosi scaligeri già in festa. Per il Carpi, ancora inchiodato a quota zero in classifica, si tratta della tredicesima partita consecutiva senza vittoria. Un incubo dal quale occorrerà uscire subito, a partire dalla gara casalinga contro il Brescia, avversario sulla carta un poco più abbordabile rispetto al Verona di Grosso. Ma più che la sconfitta, a preoccupare è la prestazione dei biancorossi, mai realmente pericolosi in avanti e fragilissimi in difesa. In quattro partite ufficiali: 11 gol subiti e 3 fatti. Non servono commenti.
Non ci sono sorprese nell’undici di mister Chezzi che conferma le indiscrezioni della vigilia: schiera Sabbione alle spalle di Arrighini, affida la fascia sinistra a Pezzi e Piscitella e ritrova capitan Poli al centro della difesa. Mokulu, rientrato da un problema al piede, è in panchina. Al suo fianco Giorico e Wilmots, alla prima presenza ufficiale in stagione. Nel Verona non c’è Di Carmine, sostituito al centro dell’attacco dall’esperto Pazzini. Due gli ex in campo: Marrone, nel trio difensivo, e Matos, esterno destro.
La partita si gioca da subito nella metà campo biancorossa, ma la squadra di Grosso è prevedibile nelle sue geometrie e al Carpi basta tener ben compatte le linee per evitare qualsiasi pericolo. Il passo indolente degli scaligeri nasconde in realtà la ricerca del punto debole. Quando lo individuano son dolori perché a destra Laribi fa pressoché quello che vuole, supportato di volta in volta da Crescenzi e Zaccagni. Pericoloso in almeno un paio di occasioni, segna il gol del vantaggio con un destro secco dall’interno dell’area. Per il Carpi solo due tiracci di Jelenic e Di Noia, ma l’area del Verona rimane sempre lontanissima. Poco prima dello svantaggio, mister Chezzi era stato costretto a togliere Pezzi per infortunio e a ridisegnare la squadra con Sabbione terzino a destra e Concas alle spalle di Arrighini. Al 45’ il patatrack: Pachonik atterra da dietro Laribi in area e causa il rigore sul quale Pazzini segna il 2-0.
Al rientro in campo, il Carpi conquista subito un paio di corner, seppur infruttuosi, e coglie un palo esterno con Piscitella. L’illusione di poterla raddrizzare dura lo spazio di una decina di minuti o poco più, fino a quando Sabbione atterra goffamente Matos in area, costringendo Volpi di Arezzo a fischiare il secondo rigore di giornata. Dal dischetto segna ancora Pazzini, che manda definitivamente al tappeto il Carpi. Da qui alla fine diventa tuta accademia. Un paio di tiri da lontanissimo non scuotono il Verona, che pensa a difendersi senza correre rischi. Nel finale ovazione del Bentegodi per Laribi, prima che Pazzini realizzi la sua tripletta personale con un tocco sottoporta da sinistra e Poli, di testa su ponte di Concas, il gol della bandiera. —
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