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Emozioni e brividi al Braglia salutano l’acuto del Modena

Paolo Vecchi
Emozioni e brividi al Braglia salutano l’acuto del Modena

Ferretti sbaglia un rigore e centra una traversa. Nella ripresa Dierna stende la Vigor Carpaneto e firma la prima vittoria 

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C’è un sole che sorge, una palla di fuoco che arde di passione e infiamma 3800 anime nella “Montagnani” scaldando il cuore di altre 3mila persone ospitate in tribuna e gradinata. Una coreografia maestosa quella ideata dai ragazzi della curva, un colpo d’occhio unico in un campionato di serie D, ma capace di far tremare le gambe anche ai calciatori più navigati. «All’alba di una nuova era risplende una città intera» scive l’anima del tifo canarino che si stringe attorno alla squadra attesa al debutto nel campionato di serie D, il primo giocato nella storia del Modena Calcio, la drammatica conseguenza calcistica del fallimento. Non è una squadra qualsiasi quella gialloblù chiamata a battere la Vigor Carpaneto all’esordio, perchè ogni giocatore canarino è stato selezionato per puntare all’immediato ritorno nei professionisti, nel calcio dove il Modena è sempre stato e dove deve tornare.

La società non si è risparmiata, la risposta della città è stata clamorosa e dopo un anno e mezzo il Braglia riapre le porte. Ore 15, la palla al campo. Il Modena sa cosa deve fare, ma ci sono le tre recenti sconfitte rimediate da Perna e compagni a destare qualche preoccupazione.



Apolloni a sorpresa schiera il giovane portierino di colore Dieye tra i pali. Dierna affianca Perna al centro della difesa completata a destra da Ndoj e a sinistra da Zanoni: tre under, portiere compreso, nella retroguardia. Il quarto, il 2000 e quello più difficile da scegliere, è Messori, modenese doc, che si sistema a centrocampo sul centro sinistra. Pettarin è il regista basso, Obeng l’altra mezzala. Attacco a tre con Ferretti riferimento centrale per Baldazzi e Lauria. Bomber Ferrario è in tribuna per squalifica, entrerà in scena a Lentigione.

I piacentini della Vigor si mettono a specchio sui gialli: Vagge tra i pali, Fogliazza e Baschirotto tra Rossini e Favari dietro, Mastrototaro basso in mezzo alle spalle di Abelli e Mauri. Davanti Rantier, il big della squadra di mister Rossini, è sostenuto dagli esterni Corioni e Carrozza. Al 5’ la partita sembra girare subito dalla parte del Modena che prende in mano il pallino. Ferretti si procura un rigore, va anche sul dischetto a calciarlo ma Vagge intuisce e lascia El Rulo col senso di colpa di non aver fatto esplodere la curva. Il Modena non molla, insiste nella manovra offensiva anche se la squadra di Apolloni non è ancora un tritacarne. La Vigor Carpaneto, tra l’altro, è ben sistemata in campo anche se non riesce quasi mai a farsi vedere davanti. Un Obeng bello tosto ci prova da fuori, Vagge c’è. Al 21’ il ghanese mette in mezzo un gran pallone: Ferretti in tuffo, ma non è giornata e la palla centra in pieno la traversa.



Corioni verifica i riflessi di Dieye, Lauria ci prova su punizione, ma il risultato non si sblocca fino al 51’ quando, poco dopo il rientro in campo, Lauria dalla bandierina trova Ferretti sul secondo palo: torre dell’argentino, Dierna, salito per colpire di testa, si veste da centravanti e di destro gonfia la rete. Via libera ai cambi, la Vigor Carpaneto, che a inizio ripresa aveva avuto una splendida occasione neutralizzata da Dieye, prova a rifarsi sotto. Apolloni inserisce Boscolo Papo per Lauria, poi il 2000 Messori lascia il campo per il coetaneo Gerace.



Dentro anche Gozzi per Dierna, Sansovini per Ferretti e Montella per Baldazzi. Il Modena trova maggior equilibrio in mezzo al campo. Si riappropria del match e lo conduce verso la vittoria meritatamente festeggiata con l’abbraccio della curva all’insegna del “vi vogliamo così”. Doveva essere la giornata gialloblù e al momento opportuno la squadra ha saputo mantenere la parola. Modena ancora in divenire, ma vittoria doveva essere e vittoria è stata; festa doveva essere e festa è stata. —



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