Inter già quasi all’ultima spiaggia Con il Tottenham vietato sbagliare
La gara di domani in Champions fondamentale per raddrizzare la stagione Non basta l’alibi arbitrale, alla squadra manca il gioco e tutti i reparti non girano
MILANO
Dal sogno scudetto alla media salvezza, l'Inter si risveglia in crisi. Il ko col Parma ha certificato il momento di enorme difficoltà dei nerazzurri, che non partivano così male dal 2011/12: quattro punti in altrettanto gare, come con Gasperini e Ranieri.
L'ambiente interista si interroga, perché i dubbi sono tanti a quarantotto ore dall'esordio in Champions League. La classifica è chiara: distacco importante da Juve (-8) e Napoli (-5), non proprio l'inizio di stagione atteso anche alla luce del mercato estivo.
Sono tanti i problemi che attanagliano i nerazzurri, a partire da quello mentale. Tensione e nervosismo portano a giocare in modo confusionario e impreciso, come dimostrato anche dalle occasioni fallite, sintomo evidente di poca lucidità. A cui contribuisce anche Mauro Icardi, ancora a zero gol nelle prime quattro giornate come non gli accadeva dal 2012/13.
Nervosismo aumentato anche dagli episodi del Var. Già contro il Sassuolo la partita è girata su un paio di situazioni dubbie su cui la «moviola» ha sorvolato: contro il Parma, però, il rigore non concesso per tocco col braccio di Dimarco e il gol dei gialloblù in fuorigioco hanno sottolineato il problema arbitrale. E lo ha fatto anche Spalletti, parlando di «rigore clamoroso» non fischiato. Una discrezionalità che non è piaciuta a nessuno, seppur poi lo zampino di Handanovic sul gol di Dimarco sia stato evidente.
Il problema tuttavia non è solo arbitrale. Lo stesso Spalletti ha fatto autocritica, sottolineando le proprie responsabilità: parole che non sono bastate ad evitare le accuse social da parte dei tifosi. L'Inter di oggi è timida e paurosa, tanto che le basta spesso un episodio negativo per uscire dalla partita. Fatica a segnare (già due gare senza reti) e continua a subire (porta inviolata solo col Bologna), segnale che la confusione, oltre che mentale, è pure tattica. Qui la mano di Spalletti è evidente, perché mancano le certezze su cui basare le vittorie. Il gioco latita e l'assenza di un regista continua a farsi sentire, perché non basta un volenteroso Brozovic: mancano le idee che Modric avrebbe potuto mettere in campo. L'errore è stato quello di non cercare un altro regista una volta chiusa la porta verso il croato del Real.
L'Inter esce così fortemente ridimensionata dalle prime quattro giornate, oltre che con l'infermeria piena: domani in Champions non ci saranno Vrsaljko, D'Ambrosio e Lautaro. Altro che anti-Juve, Spalletti e la squadra devono reagire per non perdere subito il treno per la Coppa dalle grandi orecchie.
E, a proposito di Europa, serve una sterzata subito, perché un'altra sconfitta con il Tottenham porterebbe i nerazzurri ancora più giù verso il baratro. —
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