Costa: «Niente scuse a Di Fra, non sapete cosa mi ha detto... »
Il brasiliano della Juve spiega su Instagram la sua versione Il neroverde figlio d’arte non replica e il mistero s’infittisce
E’ il caso del giorno. Lo sputo di Douglas Costa a Federico Di Francesco ha fatto il giro dei social e sta tenendo banco anche, se non soprattutto, per le dichiarazioni dell’esterno bianconero. Il brasiliano ha scritto un primo post di scuse su Instagram in cui si scusa con tutti tranne che… con l’interessato. Costa ha chiesto venia ai tifosi, alla società per il danno arrecato, ai compagni ma non all’attaccante del Sassuolo con cui ha attaccato briga. Prima una gomitata, poi una mezza testata (costata il cartellino giallo), infine lo sputo ‘pizzicato’ dal Var e tramutato in cartellino rosso diretto. Douglas Costa rischia fino a 5 giornate di squalifica e ha scatenato polemiche a non finire. Rispondendo a una utente che lo rimproverava, però, Costa ha replicato: Mi alzo alle 5 del mattino da quando avevo 12 anni... e non sai nemmeno cosa mi ha detto...”, lasciando però nel dubbio. Già, cosa avrebbe detto Di Francesco per far perdere la trebisonda in modo così plateale allo juventino? Di certo non c’era nulla di pregresso e, anzi, tutto sarebbe nato da una manata rifilata dal sassolese all’avversario, gli animi si sono scaldati fino alla gomitata e, poi, alle parole e allo sputo. Di Francesco tace, ma dal suo entourage è filtrato un certo stupore perchè il neroverde, sempre secondo queste voci, non avrebbe offeso in modo pesante l’avversario da provocare una reazione così scomposta. L’ex bianconero Evra ha scritto sempre su Instagram: “Sai che il simbolo della Juve è una zebra, non un lama? Ti sei scusato per il tuo gesto, però la gente non saprà mai cosa ti avrà detto”. Per cercare di venirne a capo il procuratore della Figc ha inviato al giudice sportivo la segnalazione delle scorrettezze di Costa nei confronti di Di Francesco per valutarne l’entità con la prova tv. Sui social, nel frattempo, ha ripreso a circolare un episodio che coinvolse Di Francesco nel 2016. Un’esultanza, con la maglia del Lanciano in B, dopo un gol contro il Modena, che molti denunciarono come un saluto romano. Gesto che aveva fatto indignare le associazioni ebraiche prima di essere seccamente smentito sia dal Lanciano che dal giocatore. —
PAOLO SEGHEDONI
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