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Lentigione-Modena, la partita del cuore di Doriano Tosi

MARCO COSTANZINI
Lentigione-Modena, la partita del cuore di Doriano Tosi

«L’Immergas è stata una palestra di vita e professionale, rivedrò tanti amici Loro sono umili e aggressivi, noi dobbiamo confermarci lontano dal Braglia» 

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La sfida con il Lentigione sarà speciale non solo per Romano Amadei ma anche per Doriano Tosi, cresciuto in Immergas prima di diventare braccio destro del patron nelle sue esperienze calcistiche.

Da Brescello a Modena, per finire a Lentigione e poi tornare all’ombra della Ghirlandina quando c’era da rifondare una società cancellata dal fallimento: nei gioiellini costruiti da Amadei c’è sempre stata la firma dell’uomo che per anni ne ha fatto le sue fortune, appunto Tosi. Un autentico marchio di fabbrica, un binomio vincente e quasi imprescindibile.

Far rinascere il Modena dopo il fallimento e riportarlo nelle categorie in cui il club merita di stare è l’ultima sfida del duo inossidabile, un’esperienza talmente stimolante da far tornare ad entrambi la voglia di vivere il calcio vero e non il passatempo degli ultimi anni, che appunto rispondeva al nome di Lentigione.

Ma domani il destino vuole che sulla strada dei canarini ci sia proprio la “creatura” di Amadei e Tosi, una squadra riportata tre anni fa in D e lasciata in estate proprio per tornare a Modena.

Direttore, con il Lentigione vivrà il suo derby.

«Rivedrò un po’ di amici. L’Immergas dal punto di vista educativo e professionale è stata la mia palestra di vita, mentre per quanto riguarda l’aspetto sportivo è innegabile che a Lentigione ci siano persone con cui si sta bene e si può fare calcio in maniera sostenibile. Però sono molto più concentrato su ciò che deve fare il Modena, perché abbiamo tre obiettivi importanti da ottenere».

Quali?

«Prima di tutto il risultato: il debutto è andato, ma è la seconda gara quella in cui tutto diventa più difficile. Il secondo aspetto è che torniamo a giocare fuori casa: voglio rivedere il Modena in un clima diverso rispetto a quello del Braglia, visto che in Coppa e in amichevole purtroppo non abbiamo fatto bene. Terza e ultima cosa, nel processo di assemblaggio della squadra mi piacerebbe assistere ad una prova che dia dei messaggi di crescita».

Lei conoscerà meglio di tutti le insidie nascoste nella sfida con il Lentigione.

«Anche se hanno cambiato molti giocatori, conosco le loro caratteristiche e li ho visti dal vivo in Coppa Italia: hanno gamba e aggressività, oltre ad un’educazione sportiva e un’umiltà molto pericolosa per noi. Ci daranno fastidio, non sarà una scampagnata ma un bell’esame. Il Lentigione non avrà nulla da perdere, al contrario nostro: purtroppo questo sarà il tema di tutto il campionato».

Partire con il piede giusto, in uno stadio Braglia gremito, quanta carica ha dato?

«Emotivamente ho vissuto il debutto ai massimi livelli, perché non era una gara qualsiasi. C’era il timore di non riuscire celebrare degnamente la giornata che sanciva la rinascita del Modena e il ritorno al Braglia, il rigore sbagliato e la traversa colpita sembravano segnali nefasti ma fortunatamente è andato tutto come doveva andare: è stato bello festeggiare con i nostri tifosi». —

MARCO COSTANZINI

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