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Dieye, il portiere di Dakar che si ispira a Courtois «Modena, mi emozioni»

Marco Costanzini
Dieye, il portiere di Dakar che si ispira a Courtois «Modena, mi emozioni»

«Devo crescere ma con una difesa così tutto è più facile Stregato dai tifosi, non pensavo di essere subito titolare»

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È nato a Dakar, capitale del Senegal, ma a differenza della stragrande maggioranza dei suoi connazionali gioca in porta. Fallou Dieye – la pronuncia corretta del cognome sarebbe “Jei”, spiega lui– sfoggia agilità e guizzi tra i pali, aggiungendo a queste qualità i suoi 193 centimetri di altezza. I tifosi del Modena hanno già imparato a conoscerlo bene, nonostante Dieye sia arrivato quasi in sordina dopo il ritiro in Appennino per prendere il posto lasciato libero da Martorel. Da dodicesimo, come ricorda il suo numero di maglia, in meno di un mese si è conquistato il posto da titolare. Lo ha fatto nel momento migliore, proprio al via del campionato, gustandosi da protagonista la festa della rinascita gialloblù: «Un’emozione molto forte – confida – anche perché non mi aspettavo di giocare. Certo, lo speravo e ho sempre lavorato per farmi trovare pronto nel caso in cui il mister avesse voluto puntare su di me. Vedere uno stadio pieno di tifosi come quello in cui mi sono ritrovato mi ha dato grande carica ma anche pressione, era la prima volta che mi capitava e per un giovane non è semplice gestire le tante sensazioni che si provano con un pubblico del genere. La cosa che mi rende più felice è che tutto sia andato bene, a livello personale ma soprattutto per la squadra: la serie D non è semplice e scontata, per un gruppo nuovo come il nostro all’inizio potevano esserci difficoltà e invece siamo stati bravi a conquistare due vittorie. Ora dobbiamo continuare su questa strada». Dieye è il quarto senegalese della storia del Modena dopo Kamara, Babacar e Diop, il primo dopo la rinascita del club: «Un senegalese non può non sapere chi sia Kamara, ma ovviamente anche Babacar», racconta, mentre ricorda le sue origini: «Sono arrivato nel settore giovanile del Parma dopo aver giocato in Senegal, mister Apolloni lo conosco da quei tempi. Lo scorso anno sono andato in prestito al Castelvetro e al Carpaneto, esperienze che mi hanno permesso di crescere anche se non ho giocato tanto. Poi quest’estate ho fatto qualche allenamento con il Mantova, che non mi ha tesserato. Così, quando mi ha chiamato il Modena, ho colto la palla al balzo. La mia parata più bella sin qui? Quella sul colpo di testa di Zagnoni del Lentigione. Il gol annullato? Giusto, si vede anche dai video che Denti mi spinge da dietro». Dieye, che ha pure un fratello calciatore (Matar, ex Primavera di Vicenza e Torino, un Viareggio vinto con la Juve e ora in serie C spagnola), dopo aver blindato la porta del Modena per due gare ha ancora tanta voglia di migliorare, ispirandosi al suo idolo: il belga Courtois. —



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