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DYBALA E MATUIDI A SEGNO 

La Juve centra il sesto sigillo Col Bologna è una passeggiata

La Juve centra il sesto sigillo Col Bologna è una passeggiata

Gara senza storia con le reti nei primi 17’, ai bianconeri tutto riesce facile Testa proiettata alla partitissima di sabato contro il Napoli allo Stadium

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Torino

Sei su sei, come era abbastanza prevedibile. Perchè tra la Juventus e il Bologna c’è una differenza tale che la partita è nata morta, una sorta di allenamento (a porte aperte) in preparazione della sfida di sabato contro il Napoli. Ciò che ha impressionato dei Campioni d’Italia non è stata la rapidità con la quale hanno schiodato il risultato (12’, gol di Dybala) e nemmeno la celerità con la quale hanno raddoppiato (5’, rete di Matuidi) e chiuso le trasmissioni ma la facilità, la imbarazzante spontaneità, attraverso la quale hanno espresso il loro calcio stellare. Inzaghi avrebbe potuto parcheggiare un pullman davanti alla porta di Skorupski e sarebbe stata la stessa cosa.

Difesa a tre e centrocampo a cinque, due esterni straoffensivi come Cuadrado e Cancelo, più Ronaldo e Dybala: anche così la Juventus ha funzionato perfettamente, a conferma che non è questione di modulo ma di talenti. Ad esempio, i bianconeri hanno dato la sensazione di volersi sgravare della grana del risultato, dell’ennesima vittoria da mettere in archivio, per poi dedicarsi al divertimento purissimo e nella ripresa al risparmio delle energie. Ciò che si è visto è stato qualcosa di spettacolare: giropalla vorticoso, cambi di gioco improvvisi, virtuosismi, tunnel, colpi di tacco, armonie diffuse. Troppo facile. Eppure il Bologna era la stessa squadra che qualche giorno fa aveva regolato la Roma e aperto ufficialmente la crisi-Di Francesco. Eppure, già.

Hanno giocato tutti bene, quelli della Juventus. Qualcuno di più, come Cancelo e Matuidi, come Dybala e Cuadrado, altri leggermente meno. Tra questi c’è Cristiano Ronaldo, bravo ma non bravissimo. A un certo punto ci si è domandato come potesse non lasciare il suo timbro d’autore, il suo graffite, in una partita del genere, bella grassa per gli attaccanti, figurarsi per lui.

Invece nulla, è successo, risucchiato dal gorgo della placida tranquillità del secondo tempo, un interminabile ’torellò per non sprecare gocce di sudore. Compresa l’ultima chance, a pochi minuti dalla fine, destro in diagonale a lato. Incellophanato con una smorfia. —

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