Mokulu: «Carpi, il mio gol deve segnare la svolta»
Il belga match winner a Perugia: «Avevo previsto tutto, l’ingresso di Arrighini avrebbe cambiato la partita. Castori? Esigente ma ci dà una carica incredibile»
Il nuovo Carpi “castorizzato” ha un simbolo, un uomo copertina: Benjamin Mokulu. L’attaccante belga, ma di origini congolesi, ha interrotto il lungo digiuno dei biancorossi. Suo il gol che ha steso il Perugia e riportato la vittoria dalle parti di via Marx dopo quasi sei mesi. «Speriamo sia la svolta – dice il “gigante” carpigiano -, il gruppo è unito come poche volte ho visto. E dire che di squadre ne ho girate in questi anni. Remiamo tutti dalla stessa parte e credo che l’esultanza collettiva dopo il mio 1-0 al “Curi” sia la prova provata». L’aria del post-vittoria, in effetti, ha un sapore particolare: «E’ tornato l’entusiasmo che deve esserci. Ho rivisto tutti con il sorriso, questo può fare la differenza. Dovevamo dare risposte e così è stato». Le tre sconfitte consecutive, in effetti, iniziavano ad essere pesanti: «Abbiamo approcciato la partita di Perugia in maniera positiva, un atteggiamento completamente diverso rispetto a Verona per esempio. Come detto eravamo chiamati a reagire dopo il cambio di allenatore e le parole di patron Bonacini che era venuto spronarci».
Assist di Mokulu e gol di Arrighini contro il Brescia, assist di Arrighini e gol di Mokulu martedì a Perugia. I due si intendono alla perfezione e quando il Carpi gioca con una coppia di “attaccanti veri” trova spesso la via della rete: «Sono contento per Arrighini, sta lavorando molto e giocando bene. Sinceramente spero in altri suoi gol, se li merita. Mi trovo bene a giocare con lui è vero, ma non ho problemi nemmeno con gli altri compagni di squadra. Detto questo aggiungo che martedì avevo immaginato tutto. Mi aspettavo che Andrea sarebbe stato decisivo al “Curi”». L’attaccante si spiega: «Avevamo stancato a dovere i loro difensori ed ero convinto che al suo ingresso avrebbe fatto la differenza. Mi sono sbagliato?».
Lo stesso Mokulu parlava del cambio in panchina: «Castori, appena arrivato, si è presentato nello spogliatoio e ha iniziato ad urlare. Ho pensato: “Cavolo (l’espressione era più colorita, ndr), se iniziamo così la stagione diventa lunga”. A parte gli scherzi devo dire che con lui si lavora bene bene e ancora bene. Sa essere duro quando serve e allo stesso tempo è in grado di coinvolgerti con il suo modo di fare. Ci ha dato tanta carica e sul campo noi abbiamo risposto. Inoltre ci tengo a ringraziare tutto lo staff. Dovevo recuperare la condizione migliore, i prof mi hanno risparmiato per poi darmi il “via libera” al momento giusto. Non a caso ho affrontato nel migliore dei modi la gara con il Perugia. Sentirsi bene fisicamente, poi, aiuta anche dal punto di vista psicologico». —
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