Carpi, battuta d’arresto ma “castorizzazione” in corso
In tre partite la squadra ha acquisito l’impronta del nuovo tecnico nonostante la sconfitta subita al Picco. Mokulu sulle orme di Mbakogu
Fine dell’effetto Castori o incidente di percorso sulla strada della “castorizzazione”? La seconda, se si pensa che a La Spezia, terzo impegno in otto giorni, il Carpi è rimasto comunque in partita fino al novantesimo, a differenza di tutte le precedenti trasferte. Problemi ce ne sono, e stavano stampati sul viso del mister a fine partita. Per alcuni sta già cercando rimedio, ma la strada è ancora lunga. Impossibile, del resto, pensare che in una dozzina di giorni potesse aver già sistemato i difetti di una squadra nata con più di un problema di fabbrica, smontata e rimontata in un mercato condizionato dalle vicende Mbakogu, Tutino e Machach, infine depressa da una striscia di tre sconfitte consecutive.
La ‘ castorizzazione’ ha portato maggior solidità ma in difesa la squadra continua a soffrire di amnesie, fatte di errori individuali e marcature approssimative in area. Alcuni numeri sono impietosi: il Carpi ha subito sei gol su calcio piazzato (due su rigore), mentre Galabinov e Maggiore hanno portato a sei anche le reti subite in quota, di testa o, come accaduto a Tonucci a Foggia, con parti meno nobili del corpo, ma pur sempre in volo. Statistiche che potrebbero fare tornare in auge uno specialista come Ligi, al quale Castori non ha finora concesso minuti. Sugli esterni, dove il Carpi soffre, il tecnico ha già dirottato Buongiorno. Il resto lo dovranno fare le misure tra i reparti.
Che la mediana manchi di qualità non è certo un mistero. Tutti gli effettivi a disposizione di Castori sono più guastatori che costruttori e non c’è dubbio che, per caratteristiche, si adattino più al calcio tutto verticalizzazioni di oggi rispetto a quello visto nelle prime tre giornate. Si mettano quindi il cuore in pace gli amanti del tiki taka, perché a Carpi, come da tradizione, non se ne vedrà più nemmeno un abbozzo. Rispetto a Chezzi, però, ora c’è un Sabbione in più in mediana, e uno in meno in trequarti. Lì in mezzo si sente e difficilmente Castori se ne priverà mentre attende la miglior forma di Di Noia, ad oggi deludente rispetto alle attese. Ogni altra soluzione, come l’utilizzo di Giorico, comporterebbe il passaggio al 4-3-3 o al 4-5-1. Ipotesi da non escludere, ma per la quale occorre tempo.
Orfano di Mbakogu e Ardemagni, era il reparto su cui si concentravano le maggiori perplessità dei tifosi, ma Mokulu e Arrighini hanno velocemente smarrito ogni dubbio.
Non tanto e non solo per i quattro gol realizzati in due, quanto per l’impressione che sia una coppia destinata a crescere col tempo e ben assortita per affrontare l’intero campionato. A maggior ragione se si potrà aggiungere Machach nelle rotazioni. —
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