Il campione: «Esaudito un sogno» Nibali: all’improvviso il blackout
le intervisteValverde piange. In quelle lacrime gli passa davanti tutta la carriera. I Mondiali sfiorati, i Tour sognati, la Vuelta vinta, il podio al Giro 2016, la miriade di altre corse, la...
le interviste
Valverde piange. In quelle lacrime gli passa davanti tutta la carriera. I Mondiali sfiorati, i Tour sognati, la Vuelta vinta, il podio al Giro 2016, la miriade di altre corse, la squalifica per Operation Puerto (ricordate? A un certo punto non partecipò al Tour per paura di essere arrestato durante il passaggio in territorio italiano). Ancora: le due mogli, i quattro figli. «Finalmente! Ringrazio i compagni - spiega mentre il “tricampeon” Freire lo filmava divertito - io dovevo solo stare lì, mi sono preso tutta la responsabilità. La vittoria è della squadra, non dovevo sbagliare nulla e quando mmi sono trovato davanti con gli altri ho detto: è arrivato il mio turno».
Ancora digiuno per l’Italia, che però ha corso con orgoglio. Il ct Davide Cassani parte da quello. «I ragazzi hanno dato il massimo, per poco Moscon non è riuscito a stare con i primi, ma ha avuto la possibilità di vincere, di giocarsi una medaglia anche se battere Valverde sarebbe stato molto difficile». «Devo ringraziare i miei ragazzi - continua il ct - perché hanno corso di squadra con uno spirito veramente di gruppo, quindi non posso rimproverare nulla a loro. Gianni Moscon prima o poi un Mondiale lo potrà vincere».
Il trentino, giunto quinto a 13” dal quartetto di testa è rammaricato. Tutto forse nasce da quella squalifica al Tour per cui non ha potuto correre la Vuelta: «Ho corso col cuore. Sarei arrivato in una miglior forma, ma le sensazioni erano comunque buone. Poi ha vinto Valverde, che era il favorito della vigilia. L’Italia aveva tanto bisogno di vincere - continua il 24enne della Sky -, abbiamo dato tutto ma più di così non si poteva fare».
E Nibali? È andato bene per 220 km, pedalava agile, sembrava quello dei giorni migliori. Ha illuso che, d’incanto, quella caduta al Tour, l’operazione, la faticaccia alla Vuelta sarebbero stati spazzati via dal suo talento. «Rammarico ce n’è - ha detto -, anch’io mi aspettavo qualcosa di più dalla mia corsa, ma all’ultimo giro è arrivato il blackout, si è spenta la luce all’improvviso. Ce l’ho messa tutta fino alla fine per essere protagonista, di più non potevo fare. Ripartiamo con la consapevolezza di esser stati un grande gruppo. Continuiamo così». —
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