Sassuolo, una brusca frenata. Il Milan dà quattro calci alla crisi
I rossoneri sono micidiali nelle ripartenze e sfruttano i tanti errori dei neroverdi. Rinviato l’assalto al secondo posto
REGGIO Per ora l’anti Juve resta il Napoli. “Colpa” di un Milan spuntato che infligge al Sassuolo la prima sconfitta interna stagionale costringendolo ad accantonare, vedremo domenica prossima se solo momentaneamente, i sogni di secondo posto. I rossoneri hanno giocato con la mentalità della “provinciale”, invitando il Sassuolo a fare la partita per poi colpirlo di rimessa sfruttando i tanti errori commessi dai neroverdi. Al resto ha pensato la qualità dei giocatori di Gattuso, Suso su tutti. Punizione pesante nel punteggio per il Sassuolo, ma non è il caso di fare drammi: all’interno del percorso di crescita di un progetto tutto nuovo, una sconfitta così può essere considerata fisiologica.
Chissà, forse la posta in palio (vincendo i neroverdi sarebbe volati al secondo posto sorpassando il Napoli) ha tradito il lanciatissimo Sassuolo di De Zerbi. Emozione che invece non ha attanagliato il balbettante Milan di Gattuso, sul quale aleggiava l’ombra di Conte. Nonostante la concomitante assenza di Higuain e delle altre punte. I rossoneri hanno segnato addirittura quattro gol capitalizzando le ripartenze, arma che ha fatto molto male a un Sassuolo troppo frenetico e meno brillante del solito in diversi interpreti. I neroverdi hanno concesso spazi eccessivi a un Milan già vicino al gol in apertura con Suso (traversa) e Kessie (salvataggio sulla linea di Lirola). Di Francesco in due occasioni ha spaventato i rossoneri, prima che Kessie si inventasse il coast to coast che ha cambiato l’inerzia del match. Nella ripresa il gol a freddo di Suso ha spento sul nascere i bellicosi propositi di Boateng e compagni, trafitti anche da Castillejo e ancora Suso. In mezzo l’acuto di Djuricic.
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De Zerbi torna al 4-3-3 e cambia per sei undicesimi la squadra vittoriosa a Ferrara. Dentro Lirola, Locatelli Sensi e il tridente Di Francesco-Boateng-Berardi. Gattuso di fatto si gioca la panchina su un campo dove in passato diversi suoi predecessori sulla panchina rossonera (Allegri e Inzaghi) hanno incassato sconfitte letali. Il Milan è senza punte, tocca a Castillejo inventarsi falso nueve. Ci si attende un Sassuolo debordante e invece i neroverdi faticano ad imporsi. Forse intimoriti dalla traversa iniziale di Suso, per sciogliersi Berardi e compagni ci mettono un po’ più del solito. Solo il salvataggio sulla linea di Lirola su pallonetto di Kessie evita il vantaggio rossonero. Boateng viene servito poco e male, dietro Marlon si concede qualche sbavatura di troppo, solo Di Francesco punge sulla corsia di Abate. E proprio Di Francesco poco dopo la mezzora ha la palla buona ma Donnarumma salva di piede. Il Sassuolo prende coraggio e ci vuole un prodigioso salvataggio d Abate per sradicare la palla dai piedi di De Francesco a pronto a calciare a porta vuota. Un intervento, quello del difensore del Milan, che vale come un gol. I rossoneri capitalizzano la prodezza di Abate e, sfruttando una distrazione generale del Sassuolo, al tramonto del primo tempo sbloccano il risultato con Kessie: l’invoriano si fa una cavalcata solitaria da porta a porta, conclusa con un tiro vincente.
La ripresa si apre con un micidiale uno-due del Milan: prima Suso salta Ferrari e con un tiro a giro dei suoi la mette dove Consigli non può arrivare, poi è Castillejo ad indovinare il sinistro vincente. In mezzo alle due segnature De Zerbi butta nella mischia Boga e Djuricic e le trame offensive del Sassuolo ne traggono giovamento. Non a caso proprio i due orchestrano l’azione che porta alla rete del serbo che, solo idealmente, riapre il match. Nel finale c’è spazio anche per Babacar al posto del deludente Berardi, ma ormai il destino della Sassuolo è ampiamente segnato. Che non è serata lo si capisce anche all’ultimo secondo quando Suso firma il poker rossonero, sfruttando una deviazione della barriera. Finisce 4-1, ko bruciante ma che ci può stare. —
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