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Il De Zerbi napoletano, talento inespresso frenato da un rapporto difficile con Reja

Stefano Aravecchia
De Zerbi saluta la curva del San Paolo
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De Zerbi saluta la curva del San Paolo

Il tecnico torna sotto il Vesuvio dove giocò dal 2006 al 2008 conquistando una promozione in A con Cannavaro e Bucchi: "Ne ho un ricordo splendido"

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SASSUOLO Tra i tanti leit motiv che caratterizzeranno la sfida di domenica al San Paolo tra Napoli e Sassuolo c’è la presenza sulla panchina neroverde di Roberto De Zerbi, che in maglia azzurra ha giocato tra il 2006 e il 2008. E, proprio contro il Napoli, nel 2016 il “Deze” ha debuttato da allenatore in Serie A alla guida del Palermo.

Dalle parti del Vesuvio l’attuale mister del Sassuolo viene ancora ricordato come uno degli acquisti che ha reso meno rispetto alle aspettative di tutta la gestione Marino-De Laurentiis, finendo per essere etichettato come talento inespresso. In realtà la prima stagione fu discreta: De Zerbi arrivò nel 2006 proveniente dal Catania (pagato 2.5 milioni, contratto quinquennale), ritagliandosi il giusto spazio nella squadra che Edy Reja riportò in serie A. In quel Napoli giocavano altre due vecchie conoscenze dei tifosi del Sassuolo, ovvero Paolo Cannavaro e Christian Bucchi. De Zerbi collezionò 30 presenze condite da 3 gol, il più importante dei quali messo a segno contro il Rimini, l’unico realizzato davanti al pubblico del San Paolo.

La stagione successiva al “Deze” vennero concesse da mister Reja pochissime chance, 3 presenze appena, con un gol in Coppa Italia. A gennaio del 2008 De Zerbi decise così di fare le valigie per approdare nel “suo” Brescia.

«Non ho chiuso le porte al Napoli perché non ho avuto problemi con la città o la società - ebbe a dichiarare lo stesso De Zerbi spiegando i motivi dell’addio al Napoli - ma ho avuto problemi puramente di natura tecnica».

A complicare la sua avventura all’ombra del Vesuvio furono soprattutto i rapporti con Reja, allenatore dalle idee calcistiche molto lontane da quelle che stanno caratterizzando la carriera in panchina di De Zerbi: «Sono andato via perchè non giocavo - disse all’epoca. A Napoli non ne ho avuto la possibilità, un po’ perché quando mi hanno dato l’occasione non ho fatto bene, e poi perché c’era un allenatore che non mi vedeva, non so nemmeno se mi abbia mai visto, nel senso di apprezzato come tipo di giocatore. Certo, di sicuro non ho reso e alla fine in campo ci andavo io, per cui non voglio dare tutte le colpe a Reja».

Il Napoli è comunque rimasto nel destino di De Zerbi che ha incrociato gli azzurri da allenatore in due occasioni, sempre lontano dal San Paolo. Proprio contro i partenopei il 10 settembre 2016 De Zerbi ha debuttato da allenatore in Serie A alla guida del Palermo: per la cronaca la sfida giocata al Barbera finì 3-0 per Hamisk e compagni. Il 4 febbraio di quest’anno De Zerbi, sulla panchina del Benevento, ha di nuovo trovato sulla sua strada il Napoli venendo sconfitto per 2-0 al “Vigorito” in un derby comunque combattuto.

Quella di domenica si preannuncia come una partita speciale per De Zerbi, visto che sarà la prima al San Paolo in panchina da avversario. Uno scontro diretto che metterà in palio il secondo posto. Ma comunque vada a finire, quello che a Napoli è ricordato soprattutto come un giocatore dal talento inespresso, nelle vesti di allenatore (del Sassuolo) si sta prendendo delle grandi rivincite. "A Napoli ci vinsi un campionato - ha detto il mister neroverde a Sky - ne ho un ricordo splendido perchè fu tappa importante del De Zerbi giocatore, ma adesso che alleno le prospettive sono cambiate, e si tratta di preparare la gara per vincerla e fare il meglio possibile".




 

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