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CALCIO SERIE D 

Montella: «Modena, aspettami: presto sarò al top anche io»

MARCO COSTANZINI
Montella: «Modena, aspettami: presto sarò al top anche io»

«Sto recuperando la condizione perchè non ho fatto il ritiro con l’Albinoleffe. Siamo uniti e decisi a vincere»

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In campo finora lo si è visto poco, giusto due spezzoni nei finali di gara con Vigor Carpaneto e OltrepoVoghera, ma Antonio Montella si sta preparando senza affanni al momento in cui toccherà anche a lui vestire una maglia da titolare. Pensando prima di tutto al gruppo e all’obiettivo di squadra: «Quando a fine agosto sono arrivato a Modena – ha raccontato ieri in sala stampa – ero reduce da settimane vissute fuori rosa nell’Albinoleffe e dunque non avevo nelle gambe il lavoro fondamentale di una preparazione estiva. Ho dovuto cercare la condizione migliore, quella che pian piano sta arrivando. La concorrenza in attacco è tanta, ma la si deve vivere con serenità e voglia di mettere in difficoltà il mister nelle scelte: questo è un modo sano di alzare l’asticella per tutti, perché sprona ciascuno di noi a dare il massimo con i fatti e non con le chiacchiere, pensando prima di tutto all’obiettivo comune: il bene del Modena. Sono contento che Carlo (Ferrario) e Pierluigi (Baldazzi) si siano sbloccati, ma non ho mai avuto dubbi sul valore dei miei compagni di reparto e dell’intera squadra. Ora andremo a sfidare il Mezzolara con tanta voglia di confermarci e vendicare la sconfitta in Coppa Italia. Per quanto riguarda le mie caratteristiche, sono un attaccante dinamico che gioca da seconda punta o da esterno. Non ho mai promesso gol, ma sempre e solo di onorare e sudare la maglia che indosso: certo, spero di poter segnare il più possibile. Essere sceso di categoria non è un problema: venire in una piazza come Modena, con 7mila tifosi allo stadio quando giochi in casa e quasi un migliaio quando sei in trasferta su campi di provincia, è cosa rara anche in serie B e ti dà solo stimoli». Montella, nato a Napoli ma cresciuto ad Aprilia, ha un fratello calciatore che vinse la seconda edizione del reality “Campioni” e ha assaggiato anche la serie A con il Messina, dopo essere cresciuto nel settore giovanile della Roma. A Rieti, in C2, ebbe come allenatore Sergio Pirrozzi, l’ex sindaco di Amatrice che l’Italia ha conosciuto dopo il tragico terremoto di due anni fa, mentre a Pisa ha vissuto da protagonista la scalata dalla C alla B con Rino Gattuso in panchina. Da un campione del mondo ad un vicecampione della generazione precedente, Gigi Apolloni: «Scontato dire che abbiano caratteri diversi. Apolloni è più tranquillo e sereno, un aspetto positivo così come lo è in altri modi la grinta di Gattuso». —

MARCO COSTANZINI

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