Pasciuti illude il Carpi che è agguantato nel finale
Biancorossi in vantaggio a inizio ripresa, ma all’89’ un tiro rocambolesco di Baez beffa Colombi, sfila due punti alla Banda Castori e salva il Cosenza
carpi
Sfuma nuovamente nei minuti finali, come accaduto a La Spezia, il risultato del Carpi. Questa volta è Colombi a farsi ingannare dal tiro cross di Baez da fondo campo, restituendo così al collega Saracco l’errore che aveva portato al gol di Pasciuti, servito da un colpo di tacco di Mokulu in avvio di secondo tempo. Il duello di esperienza in panchina lo vince così Braglia, che riesce a raddrizzarla buttando nella mischia tutti gli attaccanti a disposizione. Tutto il contrario di quanto ottenuto da Castori con Saric e Machach, l’ingresso dei quali non alza il baricentro, sempre più basso con il passare dei minuti. Il digiuno di vittorie casalinghe dei biancorossi è così destinato a superare quota 200 giorni, in attesa della sosta di campionato e della successiva trasferta di Ascoli.
A una decina di giorni dal suo novantesimo compleanno, lo stadio Cabassi ospita un inedito assoluto, pieno di significati in chiave salvezza. Mister Castori sceglie la via della continuità: conferma le due punte e la linea difensiva di La Spezia, con Buongiorno terzino sinistro, recupera Jelenic sull’estero destro e preferisce Sabbione a Mbaye in mediana. Dall’altra parte c’è una colonia di ex che si divide tra il campo e la panchina. Tra i primi ci sono Verna e Garritano, mentre si siedono tra i rincalzi Anastasio e soprattutto Tutino, che in biancorosso ha trascorso solo una decina di giorni in ritiro prima di maturare l’intenzione del dietro front e tornarsene in Calabria. Assente per infortunio Capela.
Le due squadre aggrediscono la gara con ritmi alti e si avvicinano con relativa facilità all’area avversaria. Entrambe perdono lucidità negli ultimi venti metri, mancando il bersaglio o agevolando i portieri con conclusioni troppo fiacche e centrali. Succede a Marotta, Garritano, Arrighini e Pasciuti, ma soprattutto a Di Piazza, che solo davanti alla porta manda alle stelle il cross puntuale di Mungo da destra. Il Cosenza mette in campo più qualità, ma il Carpi risponde con l’agonismo e con le verticalizzazioni per le due punte, che fanno spesso tutto da sole. Una girata di Arrighini bloccata con difficoltà da Saracco rimette in pari il conto delle occasioni prima che l’arbitro indichi gli spogliatoi.
Il secondo tempo inizia sotto una fastidiosa pioggerellina e una buona stella per il Carpi, che passa dopo un paio di giri di lancetta: tiro dalla distanza di Jelenic, Saracco non trattiene e sulla respinta Mokulu si inventa un colpo di tacco per Pasciuti in mezzo all’area. Centrare lo specchio è un gioco da ragazzi. Il Cosenza subisce il colpo, ma appena riassestato carica a testa bassa. Ci prova con Idda su corner, Colombi in angolo, e poi chiede il rigore per un intervento di Pachonik, che però la prende col petto e non col braccio. A questo punto, Mister Braglia si gioca tutte le carte a disposizione, rivoluzionando il tandem d’attacco con Tutino, fischiato dal Cabassi, e Baclet, poi mettendo una terza punta, Baez. Trova maggior profondità al contrario di quanto accade a Castori, che dopo l’avvicendamento obbligato tra Mbaye e Di Noia, botta al ginocchio, inserisce Saric e Machach ottenendo l’effetto contrario a quello sperato: la squadra arretra progressivamente il baricentro facendosi premere dagli ospiti che chiedono nuovamente il rigore per un contatto tra Poli e Garritano,si fanno pericolosi con Mungo e infine conquistano il (giusto) pareggio con il tiro cross di Baez. Nel recupero, Bruccini dal limite dell’area calcia alto sulla traversa la palla del ribaltone. —
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