Capolavoro Azimut Leo Shoes: la Supercoppa torna a Modena
I gialli, avanti 2-0, si fanno raggiungere dall’Itas Trentino, ma nel tie break salgono in cattedra e conquistano il trofeo
inviato a Perugia
Capolavoro al Pala Barton: l’Azimut Leo Shoes si ripete, dopo la Lube batte anche Trento e conquista la Supercoppa 2018/2019 riportando il trofeo a Modena dopo due stagioni.
Un’impresa, sì, davvero una meravigliosa impresa, firmata da una squadra che si è dimostrata la più forte, la più determinata, la migliore.
PRIMO SET
Quello che in una finale vale sempre doppio se non triplo, quello che la orienta e che ha il potere di esaltare chi lo vince. Modena e Trento se lo contendono l in una alternanza quasi folle nel punteggio.
Occasioni a volontà per tutti, per Modena che scatta dai blocchi in vantaggio (3-0 con Anzani al servizio prima, 13-11 poi), per Trento che la rimonta due volte illudendosi sul 9-6 e 17-14. Alla fine, dopo che Velasco è stato costretto a gestire Kaliberda per Urnaut, la differenza la fa lo scambio più bello di tutta la Supercoppa, vinto da Modena e che vle il 20-19.
I gialli scappano infatti 24-20, concedono qualcosina fino al 24-23, ma chiudono 25-23 con un glaciale Bednorz.
VIA DI SLANCIO
Cambio di campo e Modena si sente padrona del campo. Trento cede in ricezione colpita da un ace baciato dal nastro di Zaytsev e dagli attacchi dello stesso Zar. Christenson in battuta e in distribuzione fa differenze visibili ad occhio nudo: Trento è azzerata: 13-6.
La bella Itas capace appena 24 ore prima di eliminare Perugia, subisce lo stesso trattamento da Modena, essenziale, concreta, che non regala nulla. Zaytsev (6 su 7 in attacco e 1 ace), Christenson, Bednorz e Urnaut, che non sbaglia più una palla, scrivono la storia di un set mai in discussione e archiviato da Modena sul 25-19 grazie a 5 ace, 15 punti e il 65% in attacco.
TUTTO PER TUTTO
Se lo gioca Trento che forza il servizio e chiude meglio a muro. Per i gialloblù arriva una partenza lenta che li relega a -5 dai rivali (5-10), divario difficile da colmare. Velasco dà spazio allora a Kaliberda nella fase centrale del set per reinserire poi Bednorz, dentro anche Pierotti per Urnaut. Contromisure che non hanno però l’effetto sperato perché 4 punti diretti subiti in ricezione e 0 muri all’attivo con l’attacco sceso dal 65% al 44% lanciano Trento al 25-16. Partita riaperta.
BRACCIO DI FERRO
Velasco parte nel quarto set con Mazzone titolare al posto di Anzani. Kovacevic inventa un paio di soluzioni di classe che portano avanti Trento di 3 ma Modena reagisce e con Holt trova l’ace del pareggio (11-11).
Ci si gioca tanto se non tutto in pochi punti. Il muro di Lisinac (14-12) e l’ace di Giannelli (15-12) non sono di buon auspicio. Nemmeno l’ace di Cavuto e il muro di Lisinac che portano Modena a -5 sul 13-18. Il resto è solo Trento fino al 25-18 e al 2-2.
SPRINT FINALE
Torna Anzani per Mazzone. Modena passa avanti (4-3) con muro su Kovacevic e fa il break con Zaytsev: 6-4 che diventa 7-4 con muro di Holt ancora su Kovacevic. Dentro Van Garderen per il serbo. Zaytsev chiude il 9-5. Bednorz picchia come un fabbro: 10-6. Muro di Anzani: 11-6. Zaytsev spinge a terra il pallone del 14-8 e 6 match ball per chiudere il conto. Ne basta uno, che lo Zar trasforma in oro. 15-8, game set and match, esplode la festa in campo e fuori con lo staff gialloblù impazzito di gioia. —
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