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C’è un’aria tutta nuova, dal campo alla sede

C’è un’aria tutta nuova, dal campo alla sede

Un’aria nuova, un’aria pulita. E’ cambiato il vento in casa Modena Volley, e non dopo la meravigliosa vittoria della Supercoppa italiana all’interno del palazzetto di Perugia ottenuto contro Trento....

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Un’aria nuova, un’aria pulita. E’ cambiato il vento in casa Modena Volley, e non dopo la meravigliosa vittoria della Supercoppa italiana all’interno del palazzetto di Perugia ottenuto contro Trento. Fin dalle prime settimane di preparazione atletica, con Luca Cantagalli a guidare un gruppo di giovani e giovanissimi, per arrivare ai primi giorni della scorsa settimana quando si sono aggregati al gruppo Julio Velasco, il coach titolare, e i reduci dal Mondiali, all’interno del Pala Panini si è respirata un’aria di serenità, divertimento e fiducia. Un’aria positiva che attraversava la palestra fino ad arrivare agli uffici societari, un clima tornato “normale” dopo la burrascosa stagione scorsa, conclusa con l’ammutinamento dell’intera squadra in diretta televisiva nei confronti dell’ex allenatore Stoytchev e in cui dal campo non erano arrivati i risultati sperati e per cui quella squadra era stata costruita.

Una stagione che aveva allontanato Modena dalla sua gente, una stagione in cui erano stati numerosi gli errori commessi; dalla società, dal tecnico e anche dai giocatori. Catia Pedrini questa estate si è trovata davanti un bivio importante e ha scelto la strada più logica, che si è rivelata immediatamente quella migliore: riaffidare Modena Volley ai modenesi. Julio Velasco, Luca Cantagalli e Andrea Sartoretti (messo un po' da parte lo scorso anno da Stoytchev…) uno di fianco all’altro. Bellissimo ed emozionante vederli tutti e tre in panchina ad esultare per un attacco vincente di Modena.

Non è un caso se la Juventus per ritornare grande si affidò ad Antonio Conte, leggenda del club bianconero; così come il Milan che, dopo aver affidato la panchina a Gattuso, in questa stagione ha dato le chiavi societarie nelle mani di Leonardo ed un certo Maldini, recordman di presenza con la casacca rossonera, per tornare ai vertici del calcio italiano ed europeo.

Modena è una piazza complicata, un ambiente che va capito e che va interpretato. E chi meglio di Velasco può riuscire in questa missione? Nessuno. Una Supercoppa italiana non fa primavera, ma l’Azimut ha già dimostrato di essere una squadra, disposta ad aiutarsi in campo e che ripone una fiducia incondizionata nei dettami del proprio allenatore. Era difficile alla vigilia ipotizzare un exploit del genere anche per la consistenza della concorrenza. Ci sono i meriti anche di Stoytchev in questa vittoria, perché Christenson, Zaytsev, Anzani e Bednorz gli aveva voluti lui. Ma proprio questi giocatori, dopo il trionfo in Supercoppa, hanno parlato di libertà, hanno ringraziato Velasco per averli «lasciati giocare» e per avergli trasmesso fiducia e tranquillità.

Tutte cose sconosciute lo scorso anno. Modena ha giocato mentalmente da Modena, e non a caso ha vinto subito un trofeo.

Le altre big hanno probabilmente qualcosa in più dal punto di vista tecnico ed usciranno alla distanza; ma se Zaytsev e compagni continueranno a seguire la strada tracciata da Velasco, e continueranno a giocare con il cuore, quest’anno al Pala Panini ci divertiremo. —

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