Il Modena ha in testa la corona ma deve crescere per mantenerla
Il pari con il Mezzolara ha regalato il primato solitario agli uomini di Apolloni che vivono troppo sui singoli e ancora poco sul gioco
Il pareggio con il Mezzolara, il primo in campionato dei gialli che venivano da un en plein di vittorie nella prime tre giornate, ha posato la corona di re del girone D di serie D sulla testa della squadra di Apolloni. Che dopo quattro giornate vanta un punto di vantaggio sul Fiorenzuola. Dietro una pattuglia di squadre che sta cercando una propria collocazione e soprattutto una Reggio Audace che comincia a sparare cinquine al Mapei Stadium.
Dieci punti sui dodici a disposizione sono un ottimo bottino, anche perchè Budrio è un campo davvero difficile, il primato è meritato, ma ora bisogna conservarlo. Perchè chi ha ambizioni di fare il re deve saper menare di spada, ma anche tenere un portamento regale soprattutto al Braglia quando il campo di battaglia non solo lo permette, ma lo impone pure. Ad essere brutali (e anche realisti) i punti del Modena sono frutto di episodi e spunti individuali: Dierna con la Vigor Carpaneto, Parisi a Fiorenzuola, Baldazzi e Ferrario in casa con l’OltrepoVoghera e, per ultimo, il gioiello con cui Sansovini ha agguantato il Mezzolara. I giovani stanno facendo bene, ma è sul pacchetto di over dove c’è ancora confusione, soprattutto in mezzo al campo. Il Modena ha alternato il 4-3-3 al “rombo”, ma a centrocampo ancora non riesce a darsi un’identità, problema che alla fine va a pesare su un gioco che i gialli non hanno ancora saputo esprimere con convinzione. Apolloni ha iniziato la stagione con Boscolo Papo basso in regia - è uno dei migliori in categoria - Bellini e Pettarin o Messori interni e Lauria largo a destra nel tridente e pronto a cucire le distanze con l’attacco.Al via del campionato Boscolo Papo in panchina, Bellini disperso, Pettarin regista arretrato poco convincente e staffetta Lauria-Boscolo con il primo a sedere a Budrio. Gozzi, preso per la difesa, ha giocato solo un piccolo spezzone da mediano, ruolo affidato domenica anche a Berni nel quale, però, l’ex Lentigione ha giocato pochissimo.
Il Modena balbetta nel costruire la manovra e, per fortuna, si è sbloccato il parco attaccanti, un settore dove c’è ogni ben di Dio ma penalizzato dalla precarietà della manovra offensiva e costretto a giocare per buona parte del match spalle alla porta. Mettere insieme trenta giocatori nuovi non è come scartare una caramella, ma torniamo da capo: per restare in testa il Modena deve trovare un’identità di gioco da esprimere soprattutto al Braglia.
La prima mossa da fare sarebbe quella di riportare Boscolo Papo nel suo ruolo naturale di centromediano. E se in mezzo al campo si subisce, perchè non pensare a una difesa a tre visto che una linea formata da Perna, Dierna e Gozzi sarebbe un gran lusso?
Finora è andata bene, ma è troppo forte l’impressione che sia andata bene... —
P.V.
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