Modenese da record Meglio delle “cugine” Cittadella e Rosselli
Exploit della neopromossa: 16 punti e 18 gol in 6 partite Ascari: «Società giovane, ma con gli uomini giusti»
Meglio della Cittadella. Anzi, anche della Rosselli Mutina che alla prima assoluta in Promozione dopo sei giornate aveva 13 punti e a quella in Eccellenza l’anno scorso (in cui arrivò prima) 11. La Modenese invece di punti ne ha fatti 16 (cinque vittorie e un pari) e segnando 18 gol (tre a partita). E tutto questo senza alle spalle nessun Morselli o Galassini.
“Magari…” dice il presidentissimo Giorgio Ascari, ma in fondo senza pensarlo seriamente: “Tra l’ex Rosselli Mutina e la Cittadella assomigliamo senz’altro di più alla seconda, ma credo con minori risorse anche di quest’ultima. Il presidente (lui stesso, ndr) è solo un bancario in pensione… Diciamo che siamo la Modenese e basta”.
Una società assai recente, nata nel 2004 per iniziativa anche dello stesso Ascari dalla fusione tra una costola della Don Monari (di cui acquisì il titolo di Seconda), Sirenella e Forese Nord, realtà non affiliate alla Figc, dandosi il nome di un vecchio sodalizio scomparso oltre vent’anni prima. Nel 2006 poi l’inglobazione anche della Modena Est e l’acquisizione dell’attuale terreo di gioco (l’ex-campo di rugby). Una serie di anonimi tornei di Seconda poi, con l’avvento di Marco Fava in panchina, i play off persi il primo anno, la promozione diretta nel secondo seguita subito dopo da quella storica dalla Prima alla Promozione. Dopo la quale, neanche l’abbandono dello stesso Fava e del d.s. Morandi è riuscito a rompere il giocattolo, anzi… “Come società – parla ancora Ascari – abbiamo avuto il merito di trovare gli uomini giusti in un gruppo proveniente dalla Cittadella, Buttitta, Seghedoni, Savani, che conosceva come muoversi in una categoria a noi ignota. Da lì però hanno azzeccato tutto loro, dalla scelta di mister Paganelli a quella dei nuovi giocatori”. A trascinarla in alto coi loro gol sono però tre “vecchi”, elementi tutti di origine straniera che la Modenese ha cresciuto in casa: Carlos Ouattara, brasiliano di passaporto italiano cresciuto lì e poi tornato; Cissè, arrivato in biancazzurro a 16 anni e appena rientratovi dalla Cittadella; Nartey, che alla Modenese ha iniziato a giocare 17enne appena arrivato in Italia, rimasto nonostante infinte richieste dove “è trattato come un figlio o un fratello, a seconda dell’età di chi gli si rapporta”. E’ anche su questi “fattori umani” che si costruiscono i miracoli… —
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