Sansovini, il pendolare del gol: «La mia nuova vita in serie D, ogni giorno a Modena in treno»
Domenica per il 38enne bomber prima rete con la maglia gialloblù e prima espulsione diretta rimediata in carriera
MODENA È il pendolare del gol, avendo girato in lungo e in largo l’Italia per fare ciò che gli è sempre riuscito alla perfezione: gonfiare la rete. Più di 150 reti da Nord a Sud, da Est a Ovest e pure sulle isole, nella sua prima esperienza in C1 alla Torres, partendo dalla Capitale. L’ultimo gol segnato è stato anche il primo della sua nuova avventura a Modena, arrivata allo stadio Zucchini di Budrio contro il Mezzolara. Questo il curriculum di Marco Sansovini, che ora è pendolare anche nella vita: da Mantova a Modena, tutti i giorni in treno, per allenarsi con i canarini nel suo primo campionato in serie D dopo la trafila nelle giovanili della Roma e ben 17 stagioni tra i professionisti in B, C1 e C2. È stato proprio l’esperto attaccante romano a svelare questo aneddoto a margine della trasmissione “Barba e Capelli” di Trc, che ieri lo ha visto protagonista: «Sono tornato a vivere con la famiglia nel Mantovano, dove è nata e cresciuta mia moglie, e ogni giorno mi sposto in treno. Arrivo in stazione a Modena e faccio una passeggiata fino allo stadio Braglia».
Entusiasmo di un ragazzino
Sembra il racconto di un ragazzino che muove i primi passi nel calcio senza ancora avere la patente, invece è quello del 38enne Marco Sansovini, che di entusiasmo ne ha tanto quanto i suoi attuali compagni di squadra più giovani, appena nati quando lui iniziava il suo lungo giro d’Italia a suon di gol: «Se mi fossi sentito vecchio – ha raccontato – non mi sarei allenato per un’estate a Pescara da fuori rosa, senza deprimermi anche quando il telefono non squillava. Poi è arrivata la chiamata da Modena e in un attimo sono arrivato: non per svernare, ma con entusiasmo. Tutto è reso più stimolante dal calore della gente: vedere 7mila persone al Braglia e una curva murata in serie D è un’emozione da altre categorie. Sono contento della mia carriera, ricordo con piacere il Pescara di Immobile, Insigne, Verratti e gli allenamenti durissimi di Zeman, ma non sono mai stato abituato a pensare al passato, mi concentro sul presente e sul futuro: il presente ha il nome di Modena, ma anche di campi come Budrio e squadre come il Mezzolara, avversari da rispettare e non sottovalutare. Continuerò sempre a dirlo: noi siamo il Modena, dobbiamo essere consapevoli della nostra forza scendendo però in campo come se fossimo i più scarsi, con umiltà».
Gol, squadra e gioco
Sansovini dovrà ancora rinviare il debutto da titolare dopo l’espulsione con il Mezzolara, gara in cui però si è tolto lo sfizio di regalare al Modena il punto che l’ha proiettato al comando solitario grazie alla sua prima rete in gialloblù: «Spero sia stata la prima di una lunga serie, l’importante però è che il Modena continui a raccogliere punti. La classifica ora non va guardata. La squadra ha ampi margini di miglioramento, ma non crediate che sia così semplice mettere insieme 30 ragazzi che non hanno mai giocato insieme: serve tempo e stiamo facendo di tutto con il mister per accelerare questo processo di costruzione della squadra. Gara dopo gara ci conosceremo sempre meglio e le giocate saranno più fluide. Giocare su campi come quelli di Budrio, dove l’erba è alta e la palla non rimbalza regolarmente, non è semplice. Per questo siamo stati molto bravi a recuperare lo svantaggio contro una squadra tipica della D, che correva e ringhiava conoscendo il suo campo. Il Modena ha valori, anche i giovani sono bravi e hanno già una buona personalità». —
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