Carlo Rossi: "Vi racconto il mio Magnanelli"
Il capitano arrivò nel 2005 in C2. Il presidente neroverde: "Se ripenso a quella presentazione di 14 anni fa nel... deserto sembra passato un secolo"
SASSUOLO «Vedere la foto della presentazione di Magnanelli mi ha emozionato». Il presidente neroverde Carlo Rossi ricorda benissimo quel giorno di giugno del 2005 quando alla Salvarola toccò a lui presentare il giovane centrocampista acquistato dal Chievo per 120mila euro e che, nei giorni scorsi, ha rinnovato il contratto con il Sassuolo fino al 2021. «Eravamo alla Salvarola, io, Magnanelli, Morini e tre giornalisti - racconta Rossi. Una presentazione surreale. Ma erano i tempi della C2, non ci seguiva quasi nessuno. A distanza di quattordici anni a Sassuolo è davvero cambiato il mondo, adesso siamo in una dimensione allora inimmaginabile».
Avrebbe mai pensato che quel ragazzo umbro sarebbe stato capitano del Sassuolo anche in serie A?
«Il calcio regala sorprese. Tutti gli anni per gli addetti ai lavori Magnanelli non sarebbe stato all’altezza della nuova categoria: lo dissero in C1, in B e poi anche in A. Ma Francesco ha sempre smentito tutti rispondendo sul campo».
14 stagioni e 451 presenze tra C2, B, A, Coppa Italia ed Europa League: qual è il segreto della “longevità” neroverde di Magnanelli?
«È un ragazzo modesto che fin dal primo giorno ha saputo calarsi nella realtà sassolese, ha sposato in pieno la politica della società e i tifosi lo adorano. Non a caso è l’unico giocatore che ha un club a lui dedicato. È una bandiera nel vero senso del termine come poche ce ne sono nel calcio di oggi».
Si aspettava questo rinnovo?
«Sì, me lo aspettavo e lo meritava. La società ha capito che a un giocatore del genere non si può rinunciare. Oltre ad essere un calciatore di valore - dal quale ci aspettiamo ancora tanto - ha un carisma non comune fuori e dentro il campo. Un vero leader. L’ha riconosciuto anche De Zerbi: il mister non credeva che Magnanelli fosse così forte. Ed è ben felice che il capitano abbia rinnovato».
Secondo lei cosa farà Magnanelli a fine carriera?
«Spero che possa restare a Sassuolo, ha le qualità per fare sia l’allenatore che il dirigente. Nel caso deciderà lui».
Presidente, si aspettava un inizio di stagione così importante del Sassuolo?
«Non ci volevano le ultime due sconfitte, ma il bilancio resta molto positivo. Sono convinto che sarà una stagione di grandi soddisfazioni, preferisco però non fissare degli obbiettivi».
Squinzi invece li ha già fissati e sono parecchio ambiziosi...
«Come sempre il patron è molto ambizioso, anche sul mercato ha gettato le basi per un grande futuro. Siamo davvero fortunati ad averlo a Sassuolo».
De Zerbi ?
«È diverso da tutti gli allenatori che ho visto da quando sono a Sassuolo. Metodico, preciso, aperto al dialogo, competente. Propone un gran bel calcio, vuole fare un gol in più degli avversari. La sua filosofia calcistica mi piace tanto». —
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