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SERIE D 

Pettarin: «Indossare la maglia del Modena è orgoglio e pressione Il gioco migliorerà»

MARCO COSTANZINI
Pettarin: «Indossare la maglia del Modena è orgoglio e pressione Il gioco migliorerà»

Il regista: «Il nostro primato è meritato, ma dobbiamo trovare in fretta lo scatto per esprimerci al meglio» 

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Giacomo Pettarin ha onore ed onere di essere il giocatore più titolato della rosa del Modena, avendo vinto per quattro volte la serie D con le maglie di Mantova, Delta Porto Tolle, Mestre e Pro Patria. Il centrocampista 30enne di Gorizia sa dunque analizzare con l’esperienza giusta un avvio di campionato che dopo quattro giornate vede i canarini già soli al comando, ma che nel gioco e in alcuni protagonisti attesi come lui deve ancora decollare. Il primato c’è, ora serve un passo avanti nel gioco. «Cerchiamo di prendere entrambi gli aspetti come positivi. Siamo primi ma abbiamo ampi margini di miglioramento, ciò significa che possiamo ancora crescere. Ci teniamo stretti i 10 punti conquistati, sapendo che dovranno essere una costante ma affiancandoli a prestazioni più coinvolgenti: bisogna cercare di essere più propositivi, anche perché siamo il Modena e abbiamo tutte le qualità per fare meglio nel gioco».

Quali sono le principali difficoltà nel riuscire a manovrare?

«Questa maglia e questa società ti esaltano ma inconsciamente ti danno anche pressione e un forte senso di responsabilità. È un po’ il rovescio della medaglia. Siamo stati costruiti per vincere e giustamente tutti si aspettano da noi il meglio. C’è un po’ di frustrazione in noi vecchi nel non essere riusciti a trovare ancora quello scatto che ci permetta di esprimerci al meglio. Parlo anche a titolo personale: si vorrebbe dare sempre di più, mi rendo conto che nonostante l’impegno le prestazioni possono essere sicuramente migliorate. Questa è la difficoltà che dobbiamo scrollarci di dosso, ricordandoci che siamo sempre in D e concentrandoci sul gioco».

Quanto è difficile avviare l’azione quando si è registi di una squadra forte, spesso marcati a uomo?

«In D tutte le squadre sono organizzate e se incontrano un Modena mettono in campo qualcosa in più, pensando prima di tutto ad ostacolare il gioco anziché a crearlo. Queste, però, sono difficoltà che dovremo affrontare quasi ogni domenica e dovremo trovare le soluzioni giuste per superarle».

In settimana si è provato il centrocampo a due, può essere una soluzione?

«Penso sia nelle nostre corde, ma i moduli lasciano il tempo che trovano perché alla fine è sempre l’atteggiamento a fare la differenza: la grinta, la voglia di imporsi, l’organizzazione di squadra».

Dai compagni più giovani avete già trovato un bel contributo.

«Sono tutti ragazzi di prospettiva e qualità, scelti non a caso dalla società. Come è giusto che sia possono avere limiti oltre ai pregi, ma durante la settimana stanno dando il meglio di loro stessi permettendo anche a noi “anzianotti” di allenarci alla grande. Sicuramente la loro età li porta ad essere più liberi mentalmente, a sentire meno il peso della responsabilità di essere in una piazza come Modena con il dovere di vincere».

Domani arriva il Ciliverghe, che hai già sfidato nel campionato scorso.

«Squadra organizzata, propositiva e dalla struttura consolidata soprattutto nell’asse centrale, con giocatori che giocano assieme da anni. Conoscendola e conoscendo il livello del girone affrontato con la Pro Patria, sono sicuro che sarà una gara complicata: dovremo stare attenti, essere organizzati e sfruttare al meglio ogni occasione». —

MARCO COSTANZINI

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