Magnanelli: «Mister De Zerbi? Bella scoperta»
«È un allenatore esigente che ha idee e sostanza Io ho allungato il contratto perchè in me, come il Sassuolo, c’è ancora voglia di stupire»
Francesco Magnanelli capitano del Sassuolo è stato ospite della rubrica “Pezzi da 90” ideata e condotta da Massimo Boccucci sull'emittente umbra Radio Onda Libera.
L'inflessione altotiberina umbra ce l'ha orgogliosamente. Ma ci dice qualcosa in sassolese puro?
«Facciamo... turtlèin. I tortellini da queste parti sono un simbolo».
Ha appena rinnovato il contratto fino al 2021: resterà neroverde a vita?
«L'obiettivo è quello. Ringrazio Squinzi, Carnevali e tutta la società per la fiducia. Sono orgoglioso di poter continuare insieme. So di aver dato tanto e di aver ricevuto altrettanto. Il Sassuolo ha voglia di stupire, proprio come me. Non mi sento arrivato, anzi».
Si parla tanto di De Zerbi: ci racconta com'è?
«Una scoperta più che piacevole. E' molto esigente, cura ogni dettaglio. Parla per lui il lavoro sul campo. La sua gestione responsabilizza tutti. Non è un allenatore di apparenza e chiacchiere, ha idee e sostanza. Ti trasmette al meglio ciò che sa e in cui crede. E si butta sul fuoco per i suoi giocatori».
Avete una bella classifica e il vostro patron Squinzi più di una volta in passato ha parlato di sogno qualificazione in Champions ricordando la vostra partecipazione in Europa League. Immagina un possibile ritorno in Europa per questo Sassuolo?
«Il patron ci ha abituato alle ambizioni, a volte anche esagerando ma che sono fondate. Al Sassuolo c'è l'organizzazione e si programma. Poi è chiaro che per raggiungere certi obiettivi più alti è complicato e servono tante componenti, compresa la fortuna. Bisogna avere le ambizioni e abbiamo la consapevolezza del potenziale. Ora però non pensiamo a quelli che potranno essere i traguardi possibili. Abbiamo cominciato bene la stagione, vogliamo insistere e migliorare giorno dopo giorno».
Le bandiere nel calcio sono sempre meno: essere il simbolo in campo di questo club che valore ha per lei?
«Ce ne sono poche purtroppo di bandiere. Io ho trovato una dimensione ideale. Avrei potuto andarmene, le occasioni ci sono state, ma ho sempre voluto continuare a vivere questa esperienza coltivando le ambizioni che si sono realizzate nel tempo e che ancora si realizzano». —
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