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Sauro Frutti incorona il suo erede: «Mi rivedo tanto nei gol di Ferrario»

Claudio Romiti
Sauro Frutti
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Sauro Frutti

«Quando ha messo dentro quel pallone di testa ammetto di aver provato emozione. Siamo simili sotto tanti aspetti» 

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MODENA Il bomber e il suo erede? Se vi piace si può leggere anche così quello che è capitato domenica scorsa al Braglia. Premiato prima della partita, con un bel gesto della società, per i suoi quaranta gol in tre anni (38 nei primi due) in maglia gialloblù, Sauro Frutti si è poi trovato a fare un tuffo nel passato. Lo spiega lui stesso: “Il gol di Ferrario? Innanzitutto, molto bello. Non era per niente facile segnare, trasformare un bel cross in un colpo di testa imparabile. Risultato di una grande elevazione e di una frustata in torsione davvero notevole. Come i miei gol? Confesso, con un po’ di emozione, che in quella rete mi sono rivisto, perché in carriera qualcuno così l’ho segnato. E mi sono rivisto in questo attaccante, dato che le caratteristiche sono molto simili, sia morfologicamente che tecnicamente: la stessa corsa, non grande statura fisica, ma la capacità di essere esplosivo in elevazione e con tempismo. E poco prima Ferrario aveva fatto la stessa giocata, anche se in fuorigioco, sfiorando il gol. D’altronde è uno degli attaccanti più prolifici della categoria”.

E’ la punta di diamante di una squadra attrezzatissima per tentare l’immediato ritorno tra i professionisti, come sottolinea l’ex bomber del Modena di Mascalaito:

“Innanzitutto, dietro c’è una società seria e solida, con un programma pluriennale. E viste le vicende del Modena nel recente passato, questa è la garanzia principale. Poi, nell’organico a disposizione di Apolloni ci sono giocatori esperti della categoria, come Pettarin, che ho avuto quando allenavo il Mantova, e che ha già vinto diversi campionati di Serie D, lo stesso Ferrario, Ferretti, Dierna, Baldazzi, Boscolo Papo, Lauria, Montella, Perna, e forse ho dimenticato qualcuno, oltre a Gozzi difensore da categoria superiore. I giovani, i cosiddetti under, almeno quelli che ho visto domenica, mi sono sembrati in gamba. Anche il portierino, magari inesperto, ma quasi tutti le squadre si giocano una quota dei giovani col portiere”.

Frutti non ha solo visto la partita con il Ciliverghe, ma ha anche sentito i mugugni del pubblico per il gioco:

“La Serie D è questa, ormai avete visto che difficilmente ci sono partite con un gran gioco. Sentivo le critiche della gente, anche sui cambi, ma, dopo non essere riusciti a raddoppiare, poteva essere sensato mettere un difensore in più. Era fondamentale portare a casa i tre punti. Immagino che la società abbia affidato ad Apolloni una missione precisa: innanzitutto devi vincere e, se possibile, anche giocare bene, ma solo se possibile. Poi, col tempo, magari migliorerà anche il gioco, ci sarà qualche correzione al mercato. Intanto però vincere”.

Da Ferrario era partita la chiacchierata con Frutti e a Ferrario ritorna:

“Gli uomini gol sono fondamentali in tutte le categorie, particolarmente in questa, quindi si dovrebbe sfruttare al massimo il grande potenziale offensivo. Ho visto, ad esempio, che sui cross Ferrario attacca il primo palo, ma, se la palla passa, a volte non c’è l’inserimento di un centrocampista o dell’esterno opposto. I moduli? Ogni allenatore fa la scelte in base ai giocatori, ma per me in Serie D il 3-5-2 è il più adatto, anche per proteggere meglio gli esterni, che di solito sono degli under”. —

 

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