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serie D. i due under 

Rabiu, Ndoj e l’effetto Braglia: «Fa tremare le gambe»

MARCO COSTANZINI
Rabiu, Ndoj e l’effetto Braglia: «Fa tremare le gambe»

Il nigeriano: «Da un mese sognavo di giocare la prima partita vera tra i grandi» Il terzino: «Ormai mi sono abituato, ma il pubblico di Modena fa venire i brividi» 

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Uno è ormai una certezza, l’altro una piacevole scoperta delle ultime settimane. Entrambi sono “under” della rosa del Modena, con due soli anni di differenza, eppure hanno già saputo sfoggiare una personalità degna dei compagni più esperti. Orlando Ndoj, terzino destro albanese 20enne, e Mario Ademola Rabiu, centrocampista nigeriano 18enne, hanno raccontato ieri le emozioni vissute in questo avvio di stagione, che appunto li ha già visti protagonisti.

IL “SOLDATINO” RABIU

Chi ha assaggiato per ultimo l’atmosfera di uno stadio Braglia gremito da più di 7mila tifosi canarini è proprio Rabiu, al debutto da titolare domenica scorsa nel match con il Ciliverghe dopo essere entrato in campo nel finale della sfida con il Mezzolara: «Aspettavo questo momento da un mese, dal giorno in cui sono arrivato a Modena per allenarmi e convincere la società a tenermi con sé. Per me è stata un’emozione trovarmi in campo con così tanto pubblico a incitarmi: non mi era mai capitato, prima di arrivare a Modena avevo giocato solo alcuni tornei giovanili in Italia e quella di domenica era la mia prima partita vera tra i grandi. Sono contento, non era facile ma è andata bene e la squadra ha vinto. E ora dobbiamo continuare a vincere. Il mister mi ha aiutato tanto, mi ha detto di stare tranquillo prima della partita e mi ha dato tanti consigli anche quando ero in campo. Io devo solo continuare ad allenarmi al massimo, ascoltarlo e imparare. Non so se con l’Axys Zola giocherò, ma non mi interessa: io faccio quello che mi dice il mister».

IL “TRENINO” NDOJ

Per gli addetti ai lavori della serie D Ndoj non era una novità, avendo vinto l’ultima Coppa Italia di categoria con il Campodarsego, e adesso non lo è più anche per i tifosi del Modena: «Ormai mi sono abituato a giocare al Braglia, ma devo ammettere che al debutto mi sono tremate le gambe, ho avuto un po’ di difficoltà ad ambientarmi in uno scenario che in serie D non avevo mai visto. È tutto bellissimo, dallo stadio al pubblico: giocare con un tifo del genere ti dà emozioni, carica e adrenalina. Forse non mi aspettavo di essere subito titolare, sono contento che sia stato così ma ciò che mi interessa di più sono le vittorie della squadra. Non dobbiamo guardare la classifica, ma solo andare avanti di questo passo. E noi giovani dobbiamo solo continuare a impegnarsi per essere pronti in qualsiasi momento, anche sapendo di non essere titolari. Per noi deve essere solo un onore poter giocare nel Modena, accanto a giocatori che hanno una grande carriera alle spalle, e dobbiamo ripagare la fiducia ». —

MARCO COSTANZINI

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