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Carpi, un brusco risveglio in piena zona retrocessione

Fabio Garagnani
Carpi, un brusco risveglio in piena zona retrocessione

Biancorossi staccati di due punti dalla zona salvezza, mai così lontana nei cinque  campionati cadetti disputati. E il turno di riposo “spalanca” il rischio ultimo posto

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Si è addormentato in zona play-out dopo la sconfitta di Ascoli, si è svegliato stamattina in piena zona retrocessione, staccato di due punti dalla zona salvezza, mai così lontana nei cinque campionati di Serie B disputati. Ma la posizione di classifica del Carpi rischia di diventare drammatica dopo la prossima giornata, quando Poli e compagni saranno costretti ad attendere impotenti davanti alla televisione i risultati delle rivali, rischiando di scivolare sull’ultimo gradino. Il Livorno, infatti, chiude oggi l’ottava contro il Benevento, e alla prossima aspetta l’Ascoli in casa mentre il Foggia se la vedrà con il Lecce allo Zaccheria. Per entrambe, l’ipotesi sorpasso non è un azzardo. Dopo, per Poli e compagni ci saranno Palermo, Crotone e Benevento. Appuntamenti da far tremare i polsi. Pesano ovviamente le tre sconfitte iniziali, ma il ritmo tenuto dal Carpi di Castori è ancora troppo lento per uscire dal pantano.



La gara di Ascoli doveva essere quella della svolta, ma ha restituito più dubbi che certezze. Come già accaduto nelle prime giornate, il Carpi non ha saputo reagire in alcun modo allo svantaggio, restituendo al centinaio di tifosi presenti al Del Duca una totale sensazione di impotenza. La rosa a disposizione di mister Castori rimane un enigma da decifrare e raccapezzarsi non è semplice. A centrocampo manca la qualità per il palleggio e non la possono fornire né Sabbione né Mbaye, che come Di Noia sono più giocatori da legna che da costruzione. Per rifornire le punte occorrono ritmi elevati e reparti vicinissimi, come nei primi 20 minuti al Del Duca. Ma quando cala il fiato o si abbassa il baricentro sulla spinta degli avversari, l’unica alternativa diventano i lunghi lanci a saltare il centrocampo. Con un piccolo problema: Mokulu non ha la capacità di attaccare la profondità che era di Mbakogu. Arrighini nemmeno. Sono potenzialmente una buona coppia per la categoria, ma il problema è appunto come metterli in condizione di esprimersi. Luci e ombre anche per la difesa: pur aggiustata da Castori, continua a soffrire di amnesie e quando non ci arriva Colombi son guai.



Il Carpi di Castori ha conquistato cinque punti in altrettante gare. Anche al netto delle prime tre giornate, rappresentano un ritmo insufficiente per arrivare ai 43 che dovrebbero garantire la salvezza, cioè l’analogo dei 50 nei campionati a 22. Un punto a partita sarebbe insufficiente anche per guadare la boa di metà campionato sui 18-20, quota che lascerebbe comunque aperta la possibilità di recupero nel girone di ritorno dopo che la società, come spesso accaduto negli anni targati Bonacini, sarà intervenuta sulla rosa per correggerne i difetti. —





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