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Azimut, una marcia in più: Giani e Milano si inchinano

Fabio Rossi
Azimut, una marcia in più: Giani e Milano si inchinano

Prova magistrale dei gialloblù che travolgono la Revivre senza Zaytsev e con un super Pinali 

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Quando ti trovi davanti a uno spettacolo del genere anche il risultato passa quasi in secondo piano: “sold out” e marea umana al PalaPanini (5.081 i presenti) per un’Azimut che prosegue “felice” la sua marcia da splendida imbattuta nella SuperLega 2018/2019. Da una parte gli idoli gialloblù, senza capitan Zaytsev (tenuto a riposo per l’intero incontro), ma con un Pinali che ruba l’occhio per qualità e sicurezza da veterano con cui tiene il campo, dall’altra Milano, la Revivre di Andrea Giani, ma anche di Matteo Piano ed Elia Bossi dall’altra. Alla fine a fare notizia non è il 3-0 “facile facile” con cui Modena spazza via i rivali in poco più di un’ora di gioco, bensì l’amore senza limiti di una città per chi la rappresenta, per Julio Velasco, per Luca Cantagalli e i loro inossidabili gladiatori. Più di così, davvero, all’appuntamento numero 4 di questa SuperLega non si può proprio chiedere: vittoria nel tripudio della folla e sensazioni sempre più positive in vista dei match di Napoli con Latina, di quello contro Padova prima della “doppietta” da favola con Perugia in trasferta e Lube al “Palazzo”.



Non molto simile alle ultime sfide tra Modena e Milano al PalaPanini, quando Giani arrivò davvero molto vicino a dare un dispiacere al suo ex pubblico: questa volta l’Azimut fa la differenza, in positivo, immediatamente, mentre gli ospiti la fanno, dall’inizio alla fine, in negativo. 72’, pochissimi, bastano a scrivere la storia di una sfida che vive delle prodezze di chi la gioca con entusiasmo. Come il giovane Pinal: attacco (12 su 24, 50%), battuta, 1 ace e mezzi punti vari, 2 muri, ma anche difesa in un match che ricorderà a lungo. A colpire non è tanto il fatto che Modena vinca, ma il modo in cui lo fa, giocando benissimo, grazie a Christenson, ma anche a un Rossini da 0 errori su 20 ricezioni e tante difese, e a un Holt che non ha limiti in attacco, 5 su 7, ed è insuperabile a muro (5). Tutti si meriterebbero una citazione, ma è sempre la squadra a entusiasmare, anche nei numeri 51 % in attacco, 61% in ricezione (1 errore su 38), 5 ace e 8 muri.

Davanti a numeri del genere a cui vanno sempre aggiunti i 5.081 spettatori già citati, pochi potrebbero tentare una reazione. Non questa Milano, arrivata a Modena con Hirsch appena tesserato e schierato al posto dell’infortunato Abdel Aziz, ma soprattutto con un morale visibilmente basso, dopo il mezzo disastro di Ravenna e la sconfitta casalinga con Latina. Giani schiera Sbertoli in regia, Hirsch opposto, Clevenot e Maar martelli ricevitori, Piano e Kozamernik centrali, Pesaresi è il libero, panchina per Bossi. Velasco dà spazio tra i titolari a un Kaliberda che non delude. Inizio terribile per Milano, esaltante per Modena che strappa un break a 0 di una manciata di punti: set che viaggia alla velocità della luce, 8-4, 16-8. Niente partita, solo esibizione di classe dei ragazzi di Velasco che picchiano forte e incassano anche i 9 errori degli ospiti. Hirsch non ne mette una in campo, Pinali e compagni sì: 25-15, punizione pesante per chi la subisce.Secondo parziale che regala qualche istante di “presunto” equilibrio quando Milano si avvicina prima sul 6-8, poi sul 9-10 , ma c’è troppa Azimut dall’altra parte della rete. I gialli se ne vanno in modo imperioso fino al 25-18. Terzo set nemmeno disputato, solo un allenamento per Modena che lo chiude 25-17 con Holt che trasforma un primo tempo di Keemink, entrato per Christenson.



Si chiude così in gloria ed ora non resta che attendere l’esito del sorteggio odierno di Champions a Budapest. Di certo da metà novembre in poi ci sarà da divertirsi, con Velasco pronto ad inseguire quel sogno mai realizzato quando guidava la Panini, cioè la conquista dell’Europa. —



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