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Carpi, buone nuove: le retrocessioni dovrebbero essere tre

FABIO GARAGNANI
Carpi, buone nuove: le retrocessioni dovrebbero essere tre

Con l’attuale campionato cadetto a 19 squadre  e il prossimo a 20 la Lega vuole ridurre le condanne alla C

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Si gioca su due tavoli la salvezza del Carpi. Il primo è ovviamente quello del campo: risollevarsi dall’ultimo posto, magari proprio a partire dalla partita di domani a Crotone (ore 15), è il presupposto senza il quale sarebbe inutile partecipare al ricco convivio raccolto intorno al secondo. Lì dove pur si gioca una partita che potrebbe diventare vitale per il futuro dei biancorossi: la riforma dei calendari, attesa entro il 31 dicembre. Durante il suo primo consiglio federale, il nuovo presidente della Federcalcio Gabriele Gravina ha lasciato intendere che in quell’occasione la Serie B potrebbe passare a 20 squadre. L’eventualità costringerebbe a ridiscutere già dall’annata in corso il numero delle retrocessioni dalla serie cadetta, che potrebbero passare da quattro a tre per completare i quadri. Un’ipotesi molto realistica che limerebbe la quota salvezza da 43 a 40 punti. Se poi venissero confermati i playout, per giocarsi un’ultima chance ne sarebbero sufficienti 37. La formula a 20 andrebbe, seppur gradualmente, nella stessa direzione indicata giusto un anno fa dalla “Commissione Figc di studio sui profili di rischio nel calcio” presieduta dall’ex magistrato Pietro Calabrò che prevedeva una B a 18 e due soli gironi di C. Il passo verso il ridimensionamento già compiuto dalle attuali 19 cadette potrà pesare nello scontro quasi inevitabile tra le due leghe, quando ci sarà da stabilire quante ne saliranno e quante ne scenderanno. Lo scorso agosto, in piena trance da ripescaggio, la Lega Pro, con l’allora presidente Gabriele Gravina, era arrivata a chiedere ben 7 promozioni. Quello di adesso, che sarà Francesco Ghirelli, candidato unico all’Assemblea straordinaria elettiva del prossimo martedì, sembra aver altri pensieri per la testa, visto che erediterà una realtà sfiancata dai troppi fallimenti e dal basso potere contrattuale. Un’occasione che la Lega Serie B, nel Consiglio direttivo della quale siede anche il patron Stefano Bonacini, difficilmente si farà sfuggire. —

FABIO GARAGNANI

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