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il tecnico del sassuolo a ruota libera 

De Zerbi: «Dove arriveremo? Difficile dirlo, abbiamo ancora troppe disattenzioni»

De Zerbi
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De Zerbi

«Ho un gruppo molto giovane dove Boateng è il valore aggiunto L’idea di farlo giocare come centravanti di manovra l’ho rubata al Las Palmas» 

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SASSUOLO La vittoria di Verona e il sesto posto in solitaria tornano ad accendere i riflettori sul Sassuolo e, in particolare, su mister De Zerbi, ospite del salotto televisivo di Tiki Taka. Il tecnico neroverde è chiamato a raccontare l’inizio di stagione sopra le righe della sua creatura neroverde. Un avvio che ha sorpreso tanti, non l’allenatore bresciano, da sempre fiducioso sulle potenzialità del suo gruppo: “Speravo in una partenza del genere. Nell’ultimo periodo – racconta il miste neroverde - abbiamo avuto una battuta d’arresto sotto il profilo del risultato più che del gioco. Contro il Chievo invece abbiamo vinto una partita difficile, non giocando però una partita brillante”. Nemmeno la platea televisiva nazionale fa sbottonare De Zerbi sulle possibili ambizioni stagionali: “L’obiettivo ad oggi è difficilmente decifrabile. La squadra è troppo giovane, abbiamo ancora troppe disattenzioni per dire dove possiamo arrivare”. Tra i meno giovani, invece, c’è il giocatore attorno al quale De Zerbi ha costruito il suo progetto tecnico per il nuovo Sassuolo: “Boateng è il valore aggiunto della nostra squadra. Per esperienza, per qualità, per quello che ci dà in alcune fasi della partita, quando una squadra giovane può lasciare qualcosa. Il suo ruolo? Ho rubato l’idea al Las Palmas, lì giocava da centravanti di manovra. Quella era una squadra di palleggiatori e di gente che si buttava negli spazi, io ho cercato di portare un giocatore di questo livello a Sassuolo – e già non era facile – e poi di creare attorno a lui una squadra congeniale al suo modo di giocare. E credo che questo lavoro lo abbiamo fatto abbastanza bene”. De Zerbi accetta le punzecchiature sul rigore non concesso all’Inter alla prima giornata proprio contro i neroverdi (“Se è rigore quello, allora è rigore anche quello dell’anno scorso non concesso a Cataldi col Benevento a San Siro”) e “assolve” Douglas Costa, autore dello sputo su Di Francesco nel match dell’Allianz Stadium: “Sono episodi che non dovrebbero accadere ma chi ha giocato a calcio sa che purtroppo in campo a volte ti si spegne il cervello”.

A proposito di Juventus, anche De Zerbi non può sottrarsi all’ormai classica domanda su chi può diventare la vera antagonista della Vecchia Signora tra Napoli e Inter, in un torneo in cui Cristiano Ronaldo sembrano dominatori incontrastati: “Se la Juve dovesse steccare e lasciare lì qualcosa…. Forse a livello di qualità dei singoli l’Inter ha qualcosa in più del Napoli. Come conoscenza reciproca la squadra di Ancelotti però è sicuramente più avanti”.

De Zerbi dimostra di avere pochi peli sulla lingua anche quando si parla di Var, tema infinito di discussione: “Sicuramente - analizza il tecnico neroverde - deve migliorare la collaborazione e la connessione tra l’arbitro che sta in campo e quello che sta davanti al monitor. L’Italia è stata ammirata da tutto il mondo per l’introduzione del Var e onestamente mi danno fastidio quegli addetti ai lavori che si lamentano. In Italia c’è la cultura del sospetto, è vero, ma c’è anche la cultura del pianto. Il Var è una garanzia per tutti. Quando c’è un rigore per gli avversari lo dico sempre a caldo, non a mesi di distanza”. —

 

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