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Il Sassuolo riabbraccia Acerbi, l’highlander neroverde

Paolo Seghedoni
Il Sassuolo riabbraccia Acerbi, l’highlander neroverde

Il difensore ora alla Lazio è arrivato a quota 142 partite consecutive (e intere)  In neroverde 173 presenze con 11 gol e lo storico traguardo dell’Europa League 

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SASSUOLO Cinque anni, 173 partite, 11 gol e… un numero indefinibile di salvataggi e di gol evitati. Difficile parlare di Francesco Acerbi senza partire da qui, senza partire dalla ‘sua’ maglia neroverde e da un rilancio passato attraverso un tumore, una recidiva e quattro cicli di chemioterapia. Fino alla guarigione a una nuova consapevolezza che lo ha portato a conquistare l’Europa con il Sassuolo, a finire alla Lazio nella scorsa estate, e a ricevere la prima convocazione in maglia azzurra da parte di Roberto Mancini dopo anni di misterioso (e fastidioso) disinteresse da parte di Conte prima e Ventura poi.

Cinque anni, un rinnovo per altrettanti nel corso dell’estate 2017 quando voleva e forse doveva partire. Poi l’addio, un addio per certi versi “sofferto” al termine di un lungo tira e molla con la società che lo ha voluto, curato e rilanciato nel grande calcio. Ma va altresì detto che rinnovando il contratto - invece di liberarsi a costo zero - Acerbi ha garantito al Sassuolo un importante introito economico. In ogni caso i tifosi del Sassuolo lo avranno “perdonato” perché Ace, in campo, ha saputo farsi amare per le sue doti umane e tecniche.

Acerbi, in realtà, il grande calcio e addirittura la Champions League l’aveva già assaggiato, con la maglia del Milan. Una stagione balorda, di occasioni perse, prima di ripartire dal Chievo società che lo aveva ceduto proprio ai rossoneri. Poi l’arrivo di Nereo Bonato che Acerbi lo aveva già messo nel mirino quando il Sassuolo giocava in serie B. Un contratto importante per lunghezza e, col senno di poi, decisamente lungimirante. Perché Ace, in coppia con Cannavaro e con altri compagni meno presenti, in maglia neroverde ha fatto davvero grandissime cose e, cosa davvero particolare, ha giocato praticamente sempre. Non salta un match da oltre tre anni (da ottobre 2015) ed è arrivato a quota 142 partite consecutive. Di più, partite giocate dall’inizio alla fine.

Insomma, un vero highlander, indistruttibile sul piano fisico e senza macchia (leggasi cartellini) cosa ancora più difficile per un difensore centrale, che abitualmente qualche squalifica per somma di ammonizioni prima o poi la becca.

Domenica il Sassuolo ritroverà Acerbi e Ace ritroverà il Sassuolo, i tifosi neroverdi e l’erba del Mapei. Scommettiamo che per lui non sarà una partita come un’altra e sarà forse l’occasione per colmare quel peccato veniale, non aver ringraziato il Sassuolo nel momento di arrivare nella Capitale. Ma Acerbi è un uomo vero e sicuramente avrà trovato la modalità di dire grazie. Perché, come si intitola il libro che ha scritto per raccontare la sua avventura per sconfiggere il tumore ai testicoli, va comunque ‘Tutto bene’. —


 

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