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Antonella Serra Zanetti per il Tennis Modena

Davide Berti
Antonella Serra Zanetti per il Tennis Modena

Dopo aver girato il mondo con gli atleti della nazionale si unisce ai fratelli Adriana e Andrea nella prestigiosa scuola

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Storie che finiscono e storie che cominciano. Storie di famiglia che ricominciano. Come quella che ha per protagonista Antonella Serra Zanetti, che ha deciso di dare una svolta alla sua carriera di tecnico, maestro, allenatore, coach. Chiamatela come volete, ma certo è che la sua esperienza è un valore. E se fino a ieri era a disposizione delle giovani talentuose azzurre della nazionale che si allenano al centro federale di Tirrenia, da qualche settimana è tornata a casa.

Antonella, infatti, è entrata in pianta stabile nello staff di lavoro della scuola tennis e delle squadre agonistiche del Tennis Modena, che già da diversi anni sono firmati Serra Zanetti.

Ad Andrea e Adriana, si aggiunge quindi anche Antonella in una squadra di lavoro di tutto rispetto con un tasso tecnico di primissimo livello che pochi circoli in Italia possono vantare.

Meglio per le centinaia di ragazzi che frequentano il circolo: «Lo staff si rinforza ulteriormente, ma siamo una squadra nella quale tutti siamo preziosi, maestri e collaboratori. È chiaro che la presenza di Antonella è certamente un valore aggiunto che contribuirà a seguire ancora più da vicino i ragazzi che vivono il Tennis Modena». Parola di Adriana, la sorella più grande, quella dalla quale Antonella ha capito che anche lei avrebbe girato il mondo.

Ecco, appunto: non le manca di girare il pianeta in lungo e in largo dopo una vita da giocatrice e una da tecnico della nazionale?

«È un mese che sono al Tennis Modena e devo dire che sto benissimo. Poi è chiaro che la mia esperienza è stata spesso messa a frutto lontano da casa, ma questo non significa che un giorno non tornerò a girovagare o che fermarmi qui mi dispiaccia. Magari tra un anno chissà...».

Intanto, insomma, si gode il ritorno a casa.

«Sì, ci voleva. Ne avevo voglia. La casa e gli affetti sono sempre stati per me molto importanti e lavorare in un contesto familiare lo considero un vantaggio».

E dire che c’è chi pensa che non si possa lavorare serenamente in famiglia...

«Se così fosse, felici di essere l’eccezione che conferma la regola. Io mi trovo benissimo con i miei fratelli e devo dire che loro mi hanno subito accettato nella loro squadra di lavoro».

Come si lavora tra fratello e sorella?

«Bene, perchè siamo una famiglia unita e siamo diversi. Io sto in mezzo tra Adriana e Andrea: lei tutta precisa, metodica, non le sfugge niente con obiettivi sempre chiari; lui altrettanto intraprendente e con un punto di arrivo sempre ben fissato, ma più libero e stravagante. Ecco, io sto nel mezzo...».

Cosa le resta dell’esperienza con la Federazione?

«Ho avuto un’opportunità fantastica e spero che il mio impegno sia stato altrettanto apprezzato. Stare in mezzo ai ragazzi è quello che mi riesce e ci r iesce meglio, ci piace tutti i giorni ricominciare e insegnare. È un impegno, è una responsabilità, ma vedo quello che è stato fatto con noi e cerco di mettere in pratica ciò che ho vissuto mediando quelli che sono i bisogni dei ragazzi di oggi». —





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