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volley. julio velasco presenta il big match con la sir safety 

«Perugia e Civitanova ci diranno chi siamo»

FRANCESCO COTTAFAVA
«Perugia e Civitanova ci diranno chi siamo»

«Prova del nove? No, solo i play off lo saranno. Non voglio che la squadra viva la partita come fanno i modenesi» 

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Julio Velasco presenta la super sfida di domani pomeriggio tra Modena e Perugia, regalando però anche una profonda e condivisibile analisi sul mondo della nazionali e dei giocatori che cambiano bandiera con troppa facilità. Velasco, dopo la gara contro Padova eri molto arrabbiato per l'atteggiamento della squadra. «No, non tanto. Alla fine voglio che i giocatori diano il massimo in campo, e mercoledì avrebbero potuto dare di più se avessero avuto una concentrazione migliore durante il riscaldamento. Ne abbiamo parlato, poi si sono allenati molto bene. Durante gli allenamenti, fino adesso, non ho mai avuto momenti di disappunto per lo scarso impegno dei ragazzi. Per quanto riguarda la concentrazione, domenica non corriamo il pericolo di sottovalutare l'avversario». Arriva un esame vero adesso per l'Azimut. «Non è la prova del nove però, solo i playoff lo saranno. E' chiaro che le sfide contro Perugia e Civitanova ci diranno a che punto siamo. Non voglio che la squadra viva questo match come lo vivono i modenesi, non voglio che si aggiungano ulteriori pressioni. Io sono convinto che in questo tipo di cose, basket e volley subiscano il calcio: nella pallavolo regular season e playoff sono due cose ben distinte. C'è troppo nervosismo se si perde una partita di regular season». Perugia in questo momento fa paura in battuta. «Io uso un formula applicata alla battuta e i numeri di Leon sono più del doppio di quelli di Atanasijevic, che è un grandissimo battitore. La battuta di Leon non bisogna riceverla, ma pensare a difenderla. C'è un motivo se guadagna 1.000.000 di euro. Però noi pensiamo a quello che dobbiamo fare quando abbiamo la palla. Perugia ha percentuali di cambio palla molto alte, sempre, anche con palloni difficili. Non possiamo puntare solo sul muro, ma anche difendere molto e bene». Come sta De Cecco? «Non lo so, ma sicuramente meglio di questa estate. I suoi problemi personali stanno migliorando. Io me lo auguro perché è un ragazzo d'oro». Parlando di Modena, il Pala Panini è già esaurito per la gara contro la Lube. «Sono veramente sorpreso del pubblico, nonostante Modena la conosca bene. Aver fatto il record di abbonamenti è fantastico, specialmente dopo l'addio di Bruno e Ngapeth. Di fronte alle difficoltà il pubblico si è unito e ci ha appoggiato ancora di più». Leon dal prossimo anno giocherà con la Polonia, cosa pensi della nazionale cubana che non ha mai schierato Juantorena, Leon e Simon insieme? «Individualmente è un gruppo di giocatori straordinario. Credo che la Federazione internazionale ed il comitato olimpico avrebbero dovuto fare pressioni su Cuba per permettere ai suoi giocatori di giocare con la nazionale. In più, questi ragazzi, volevano giocare fortemente per Cuba. Bisognerebbe fare come nel calcio, quando uno esordisce con una nazionale non può più giocare con un'altra. Punto. Negli ultimi anni è iniziato un mercato di giocatori per le nazionali, le big che vanno pescare dalle nazionali povere. Questa è un ingiustizia assoluta. Matrimoni troppo facili per convincere giocatori a scegliere una nazionale, ma questo non si può dire.

Siamo così intolleranti con i migranti, ma quando i migranti sono sportivi che ci portano punti siamo tutti molto contenti...». —

FRANCESCO COTTAFAVA

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