Il Carpi non muore mai: che rimonta col Benevento
Sotto 0-2 all’85’, prima Concas e poi Vano (93’) firmano un punto d’oro A segno anche l’ex Letizia: festa finale con Bonacini che entra in campo
CARPI
Il Carpi ci mette un cuore grande così e in pieno recupero riacciuffa un pareggio inaspettato, ma non per questo immeritato. Nei dieci minuti finali, i biancorossi hanno riscritto una trama che sembrava ispirata dal solito destino cinico e baro, impermeabile ai sentimenti nel confezionare un gol da biliardino realizzato, tra tutti, proprio da Letizia, uno degli ex più amati, salutato e riverito dall’intero Cabassi. Il capitolo successivo, un rigore causato dal fallo di mano nel nulla di Sabbione, sembrava aver precluso ogni altro finale che non fosse la sconfitta. Non per i biancorossi, ai quali mister Castori ha aggiunto benzina nel motore con l’ingresso di Vano e di Machach. Dal francese il cambio di marcia, dallo spilungone arrivato dall’Arzachena il diagonale che ha fatto esplodere l’intero Cabassi e perdere la testa anche a patron Bonacini, che al triplice fischio si è catapultato sul terreno verde esultando con la curva e con la squadra. La strada è ancora lunga, ma la direzione è quella giusta.
Mister Castori ha chiesto continuità e in avvio si affida allo stesso undici uscito con un punto dallo Scida di Crotone. Scelta di coerenza e di necessità, vista l’assenza dello squalificato Mokulu. Davanti, quindi, il solo Arrighini, con Concas a supporto. Nell’undici del Benevento c’è chi si prende la dedica della curva (“Leti per sempre”) e gli applausi dell’intero Cabassi già prima del calcio d’inizio: si tratta ovviamente di Gaetano Letizia, uno dei protagonisti assoluti della stagione che portò il Carpi fino alla Serie A. Mister Bucchi si affida a un inedito 3-5-2, a lungo provato in settimana. Gli esterni Bonaiuto e Insigne, cedono così il passo ad Asencio in attacco e a Costa al centro della difesa.
Il 3-5-2 di Bucchi vuole sfondare per vie centrali e cerca la parità numerica in attacco, con Coda e Asencio contrapposti a Sabbione e Poli. Il Carpi risponde mantenendo i reparti vicinissimi per chiudere tutte le linee di passaggio, con un occhio di riguardo per Viola, francobollato da Concas. La palla rimane quasi sempre tra i piedi dei giallorossi, ma Poli e compagni pungono in contropiede, tanto che è proprio Arrighini ad avere sui piedi le migliori palle gol. Le spreca, due volte, tutto solo davanti a Montipò, puntuale nello scegliere i tempi dell’uscita in entrambe le occasioni. Nel Benevento fa invece quasi tutto uno straripante Coda, ma quando aggiusta la mira, ci pensa Colombi a sventare i pericoli.
Dopo aver perso Costa per infortunio nel primo tempo, mister Bucchi è costretto ad avvicendare anche il sostituto Di Chiara, terzo ex in campo, con Sperandeo. Il Carpi aggredisce in pressione, ma il Benevento passa al 9’, quando Mbaye perde una palla sanguinosa in uscita, Letizia riparte e poi va a concludere sottorete, favorito da una carambola che coinvolge Colombi e il palo. Doccia fredda. Ghiacciata dopo una quindicina di minuti, quando Sabbione tocca in area col braccio una palla innocua. Piscopo ci pensa un po’, ma il rigore è inevitabile e Coda realizza centralmente. L’ingresso di Machach vivacizza la manovra dei padroni di casa, ma il Benevento resiste, e sfiora il terzo in contropiede per un paio di volte. Quando il finale sembra ineluttabile, Concas la riapre sfruttando la deviazione di Billong sul cross di Pasciuti. Nell’occasione, Letizia viene colpito duro alla caviglia e rimane in campo per onor di firma. Il Carpi fiuta l’impresa che si concretizza nel recupero: Arrighini mette Vano davanti alla porta, preciso diagonale sul quale Montipò capitola. —
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