Sassuolo-Lazio al Mapei: scontro diretto per l’Europa
De Zerbi: «Esame di maturità dal punto di vista tattico, dovremo far prevalere il cervello sull’ansia e la poca pazienza. Affronteremo una squadra di campioni»
SASSUOLO
«Questa partita non è un esame di maturità dal punto di vista mentale, come lo è stato con il Chievo, ma lo è dal punto di vista tattico, dobbiamo far prevalere il cervello sull'ansia, sulla poca pazienza nel far girare palla forzando la giocata», spiega Roberto De Zerbi in vista del big match di stasera al Mapei Stadium. «La Lazio è abituata ad avere tre impegni a settimana, il turno di Europa League non peserà, non ci aspettiamo una squadra stanca e demotivata, Inzaghi ha a disposizione giocatori esperti, la loro è una piazza esigente. Noi dovremo cercare di mettere in mostra le nostre qualità, come abbiamo sempre fatto. La Lazio ha campioni che possono risolvere la partita con una giocata, per cui serve un'attenzione in più».
Solo tre le assenze previste: «Oltre a Boga e Bourabia, venerdì si è fermato Sernicola, gli altri stanno bene. Stanno crescendo tutti come condizione, questa è stata forse la settimana in cui ci siamo allenati meglio».
Ed è stata anche la settimana della prima convocazione di Stefano Sensi in Nazionale: «E' motivo d'orgoglio per tutti, per la società, per me e per il mio staff e lo deve essere per i ragazzi. Sensi ha avuto troppo poco spazio finora, ma solo perchè ha compagni di reparto della stessa qualità ma con caratteristiche diverse. Questa chiamata deve essere uno stimolo per i nostri giocatori con alto potenziale ma ancora non consapevoli delle proprie qualità, come Magnani, Djuricic, Ferrari e Babacar...Se Mancini si è accorto di Sensi in quelle poche partite che ha giocato, allora devono tutti chiedere di più a sé stessi, perchè è così che le carriere possono cambiare. La Lazio ha solo un convocato e noi due? Loro hanno tanti stranieri e il Sassuolo ha tanti giocatori forti, molti non hanno ancora espresso tutto il loro talento e le loro qualità».
Tra questi Filip Djuricic: «Nessuno lo conosce come me, sono innamorato di lui, per me è uno dei talenti maggiori della serie A, dobbiamo tutti fare in modo che diventi determinante. Lo stesso vale per altri, in questa squadra ci possono essere 15-16 titolari, perchè ci sono valori simili, a centrocampo soprattutto, poi chi gioca o meno è una scelta che faccio a seconda della partita. Locatelli non paga certo l'errore di Napoli, non porto rancore, tanto meno se l'errore arriva su una cosa che chiedo io. Manuel paga la condizione fisica, che sta recuperando ora. Quando starà bene giocherà di più, poi dipende anche dagli altri, perchè Magnanelli ha sempre fatto bene quando è stato chiamato in causa».
Vincere vorrebbe dire fare un altro salto importante in classifica: «Dire che siamo dove pensavamo di essere non è realtà, ma non possiamo nemmeno dire che non pensavamo di poter essere lì. Per quello che abbiamo fatto, potevamo avere qualche punto in più, siamo in crescita ma lontani dal nostro top, sia a livello di gioco che individuale». —
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