La quiete dopo la tempesta: il Carpi scopre Machach
Il francese in prestito dal Napoli ha passato ben 63 giorni lontano dal campo Castori lo ha reintegrato nel pari col Benevento: i biancorossi hanno bisogno di lui
E se quella di Zinedine Machach si tramutasse in una favola a lieto fine? Di quelle in cui scoppia l’amore dopo il periodo di tempesta? La speranza avrà attraversato la mente di tutti i tifosi biancorossi presenti al Cabassi contro il Benevento, mentre gli occhi ammiravano le carezze sulla palla disegnate dal giocatore di talento che tutti si aspettavano, ma che molti davano ormai per perso. Il francese in prestito dal Napoli ha passato ben 63 giorni nel limbo, prima che mister Castori tirasse una riga sul recente passato, lo reintegrasse nel gruppo e ne curasse giorno dopo giorno il rientro. Il tecnico l’ha inserito una prima volta dalla panchina col Cosenza, con esiti pessimi. Ma ha insistito: a Palermo, ancora a Crotone, dove Machach ha quasi confezionato il gol del ribaltone, e infine col Benevento, dove ha contribuito a raddrizzarla cambiandone l’inerzia e mettendo lo zampino sul gol di Concas, successivo a una sua testarda azione sulla fascia. Segnali di ascesa, ma è ancora presto per mettere ipoteche sul futuro. I precedenti, in Francia, a Napoli e poi a Carpi rendono possibile ogni tipo di epilogo. Ma di una cosa non c’è dubbio: il Carpi ha bisogno di Machach tanto quanto il francese ne ha del Carpi.
Addomesticare il suo talento aggiungerebbe la marcia che manca al meccanismo di Castori. Salta l’uomo, ha grinta, scatto e velocità. Caratteristiche che nessun biancorosso, fino a qui, è riuscito a dare con continuità. Lo si era già capito in Coppa Italia, nella sciagurata partita casalinga giocata a Pontedera e persa con la Ternana che precedette di poche ore il litigio all’origine del momentaneo allontanamento. La conferma si è avuta col Benevento. Per il giocatore potrebbe essere l’ultima stagione utile per invertire una curva della carriera che sembra volgere troppo presto verso il basso, dopo gli anni della Ligue One francese e poi del passaggio al Napoli. Come finirà, dipenderà soprattutto da lui, ora che i guai del passato sembrano definitivamente alle spalle. Lo dimostrano le parole pronunciate qualche giorno fa dal veterano Cico Concas, un altro che ha lottato e lotta per il lieto fine: «Zizou è un ottimo calciatore e un bravo ragazzo. Ha sbagliato e ha pagato, ma forse avevamo sbagliato anche noi nei suoi confronti». Per il giocatore il futuro è da scrivere ma la strada per renderlo luminoso è molto semplice: sfruttare le occasioni che il tecnico gli concederà ancora dalla panchina per conquistarsene una dal primo minuto. L’ultima volta in campionato è stato più di un anno fa, col Tolosa. Poi più cronaca che calcio, cosa a cui, vedendolo accarezzare la palla in quel modo, non ci si può rassegnare. —
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