Fiorano e Cittadella le vere sorprese del torneo di Eccellenza
Il ds biancorosso Androvich: «Puntiamo alla salvezza» Mister Cantaroni: «Partiti a fari spenti, ce la giochiamo»
La calma dei nuovi arrivati, la serenità dei ripescati. Fiorano e Cittadella Vis San Paolo in Eccellenza sfrecciano come missili, ma sono imperturbabili come rocce.
Da una parte i biancorossi sono a tre punti dai playoff, ma il direttore sportivo Christian Androvich getta acqua sul fuoco: «Incornicerei la classifica di ora senza rimpianti, ma guardiamo più alla Rosselli (l’ultima a ottenere la salvezza diretta) che all’Agazzanese (seconda)».
Dall’altra, Roberto Cantaroni non cela la soddisfazione per le cinque vittorie nelle ultime sei gare, precisando subito però: «Restiamo con i piedi per terra, il nostro obiettivo sono i 42 punti».
I due percorsi si sono incrociati il 30 settembre scorso, quando il Fiorano s’impose in casa per 1-0, trovando il terzo successo di fila in campionato. Sette giornate dopo, le vittorie sono diventate sei e con i quattro pareggi valgono 22 punti, tre in meno dei piacentini. Il Fiorano non segna tanto (18 centri, 13 in meno della capolista), ma in compenso ha la difesa meno perforata (con Correggese e Folgore Rubiera) con 12 gol subiti, uno a partita di media. «Abbiamo confermato in blocco la difesa», ricorda il direttore sportivo Androvich, in carica da maggio. La scommessa di puntare su Patrick Fava (ex tecnico dello Junior Fiorano) al posto del più esperto Mirko Fontana sta pagando. «La vera sorpresa è stata Fava – spiega il direttore sportivo – perché c’era molto scetticismo intorno alla sua figura come alla mia. Se il direttore sportivo sbaglia l’allenatore sbaglia anche buona parte della stagione».
Non è certo una scoperta Roberto Cantaroni, tecnico che conosce bene i campi della nostra provincia. «Siamo partiti a fari spenti perché siamo stati promossi a inizio agosto - ricorda l’allenatore della Cittadella - e alle prime partite mancavano diversi titolari. Una volta che siamo entrati a pieno organico, abbiamo però dimostrato di potercela giocare alla pari con 8-10 squadre. Conosco bene i valori di questi ragazzi. Dopo aver raccolto un punto in cinque partite ho detto loro che rifarei le stesse scelte perché credo in loro. Continuiamo sulla strada decisa con il direttore generale Michele Marchesini e il direttore operativo Stefano Manni. Con l’autostima dei ragazzi ci stiamo risollevando da un inizio difficile». —
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