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Carpi, il Chiasso piegato da Suagher

Fabio Garagnani
Carpi, il Chiasso piegato da Suagher

Il difensore decide l’amichevole con gli svizzeri al Cabassi A secco gli attaccanti, Machach regala lampi di classe

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CARPI

La fantasia di mister Castori dev’essere stata stuzzicata dagli ultimi minuti giocati contro il Benevento, quando gli ingressi di Mahach e Vano si rivelarono decisivi per conquistare il pareggio finale. Così, nell’amichevole contro il Chiasso, si riparte proprio da loro, schierati entrambi sul fronte d’attacco. E’ l’unico “esperimento” nell’undici scelto per sfidare la squadra del Canton Ticino, all’ultimo posto in Challange League, la Serie B svizzera. Per il resto si tratta del solito Carpi, con qualche avvicendamento fisiologico, come Di Noia a fianco di Pasciuti in mediana, o Pezzi per Buongiorno, assente perchè impegnato con la Nazionale under 20, a sinistra della difesa. Sulla panchina elvetica si rivede Andrea Manzo, ex giocatore di buon livello in Serie A, che incrociò il Carpi con scarse fortune quando era tecnico del Chioggia in Serie D, nella stagione che segnò l’inizio dell’era Bonacini. Da soli quattro giorni è subentrato ad Alessandro Mangiarratti, rimasto in società come Direttore tecnico. I motivi per mettersi in mostra abbondano da una parte e dall’altra e fanno subito dimenticare il clima amichevole. I 22 in campo non si sottraggono allo scontro fisico, ma il clima da battaglia rimane a lungo l’unica nota curiosa sul taccuino. Alla fine dei novanta minuti ne faran le spese Machach, vittima di uno scontro di gioco, e Suagher, contuso alla spalla destra. All’inizio la squadra di Castori tiene la linea difensiva alta, stringe gli spazi e attacca come sempre la profondità, costringendo spesso Vano ad arrancare solo in mezzo a tre avversari. Machach fa qualche numero da giocoliere coprendo la trequarti e partendo preferibilmente da destra. Molto spesso finisce per rallentare la manovra tenendo il pallone tra i piedi, ma è pur vero che è l’unico a creare difficoltà alla retroguardia di Manzo che regge in movimento ma si scioglie come burro sui calci piazzati. Succede anche quando Suagher incorna da due passi il corner battuto da Jelenic e segna il gol partita. Al Cabassi, dove la vittoria casalinga in campionato manca da 234 giorni, è merce rara. La girandola di cambi nell’intervallo premia Arrighini e Mokulu in attacco, Wilmots a centrocampo, ma la manovra rimane stentata, e i reparti si scompongono con l’incedere delle lancette e delle sostituzioni. L’arbitro vuole pure bene ai padroni di casa, sorvolando su una trattenuta di Suagher su Bahloul. Cioè l’unico che nel secondo tempo sembra aver qualcosa da dire. Il resto è uno spettacolo mediocre, come il gol mangiato da Mokulu a tu per tu con Candeloro. Errori che i biancorossi hanno già pagato caro. —



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